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ADESIONE ART. 1

mercoledì 12 aprile 2017
Osservare ogni giorno il declino della propria città è diventato, per me, insostenibile. L’idea che non può andare peggio di così e che dopo tanto degrado risollevarsi è l’unica cosa che può succedere, non è più credibile, perché al peggio non c’è più limite. Ritornare a far parte della vita politica della città è un dovere a cui non dovremmo più sottrarci. In questi ultimi anni, solo le associazioni sono state presenti sul territorio, in maniera disinteressata, ed hanno contribuito a mantenere viva la speranza per una città migliore. Quelle persone che con ostinazione, continuano a manifestare il proprio dissenso sono quelle deluse da una politica opportunista e attiva solo per i propri interessi. La politica si è allontanata dai bisogni dei cittadini e in tanti non hanno più riconosciuto i partiti come punto di riferimento.
E’ necessario però, non arrendersi, ma ricostruire rapporti credibili attraverso un percorso virtuoso con la cittadinanza, dare un esempio disinteressato per creare, come una volta, quel collante fra i cittadini, i comitati di quartiere, i movimenti, e la classe politica. Faccio un appello a tutte quelle persone che sanno di avere delle competenze per metterle a disposizione dei bisogni di tutti.
Sono le liste, improvvisate, delle varie campagne elettorali che hanno prodotto la politica di oggi. Ci sarebbe bisogno di un progetto condiviso fra uomini e donne talentuosi appassionati del bene comune e pronti ad impegnarsi per attuarlo.
Non più programmi politici sottoscritti e sventolati in campagna elettorale, impegni presi con gli elettori, in decine di riunioni di condominio, incontri di quartiere, assemblee di lavoratori nelle aziende che, il giorno dopo le elezioni, diventano carta straccia, promesse disattese fatte da uomini e partiti senza scrupoli.
Se proviamo a curiosare nel sito internet del Comune di Brindisi per capire le appartenenze politiche dei vari assessori scopriamo che nessuno di loro riporta l’appartenenza a un partito politico, o una lista civica che possa orientare l’osservatore per valutare la loro azione politica. Oggi, nella gran parte del paese, la classe politica non è più l’espressione della volontà dei cittadini ma è una massa ingestibile di soggetti con obiettivi e ambizioni, sconosciute ai più, non coincidenti con quelli delle popolazioni che, ahimè, legittimamente governano.
Ritengo che Il movimento “Art. 1” al quale ho deciso di aderire senza esitare, forse per il lungo tempo trascorso alla “finestra” della politica, potrà riunire cittadini di tutti i quartieri, e far rinascere quel sogno di una Brindisi centrale nello sviluppo del Salento.
La prossima classe politica dovrebbe essere capace di interpretare, i dati sulla povertà, sulla disoccupazione, sul disagio giovanile, sul numero delle persone svantaggiate, i Comuni e le Province, non riescono a fare fronte alla domanda di aiuto, e non solo per carenza di fondi ma per incapacità di ascolto e di individuazione dei fabbisogni.
Il lavoro che ci aspetta è riscoprire, tutelare, valorizzare, collegare , storia, cultura, natura, agricoltura, pesca, turismo, artigianato e perché no l’industria agroalimentare, ed avere un obiettivo comune, riportare Brindisi alla sua identità.
Sarà sicuramente stimolante per chi vorrà, come me, rimettersi in gioco, siamo sicuri che nel breve periodo riusciremo a formare quei nuovi cittadini, consapevoli e pensanti, che potranno invertire la direzione sbagliata che hanno preso le nostre amministrazioni locali.
Abbandonare Brindisi ci porterà tutti a fondo, e scopriremo Brindisi “città d’acqua”.
TEODORO PISCOPIELLO


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