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APPELLO PNR

venerdì 16 aprile 2021
APPELLO  PNR
Al PCM Prof. Mario Draghi
Al MITE
Al MISE
Ai Parlamentari
(da completare con indirizzi)


La Campagna “Per il Clima, fuori dal fossile” e le sottoscritte associazioni, gruppi e comitati ambientalisti, come espressione di cittadinanza attiva, sancita costituzionalmente,
considerato il RAPPORTO NAZIONALE SULL’ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE DI AARHUS (Convenzione UN/ECE sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale);
considerato che a pochi giorni dalla presentazione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza non si ha ancora neanche una bozza di tale Piano, quando invece il precedente Governo Conte bis aveva presentato in dicembre 2020 e in Gennaio 2021 almeno le bozze del Piano;
considerato che i primi atti sottoscritti dal Ministro della Transizione Ecologica Cingolani sono state l’autorizzazione di 11 nuovi permessi di estrazione petrolifere a terra e a mare;
considerato che l’atto successivo del Ministro per la Transizione Ecologica è stata l’approvazione dell’AIA sulla centrale SNAM di Sulmona (il PRT di un gasdotto inutile, costoso e dannoso) che noi cittadini pagheremo in bolletta);
considerato che, almeno dalle dichiarazioni ufficiali del Ministro per la Transizione Ecologica Cingolani, una parte del Recovery Plan sarà destinato a rinnovare la capacità e i sistemi d‘arma a disposizione dello strumento militare, non presenti nella seconda bozza PnRR del Conte-bis, e considerando che il Ministro Cingolani ha lavorato per Leonardo e che la società Leonardo ricava il 70% del suo fatturato dalla produzione di armi;
considerato che il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza dovrebbe servire per la Ripresa dei cittadini (e non dei profitti delle aziende energetiche) e la Resilienza, cioè la riduzione delle emissioni di CO2 contro i cambiamenti climatici);
considerato che, da poche dichiarazioni alla stampa, il Ministro Cingolani ha ribadito tra gli obiettivi del nuovo Piano
a) la priorità dell’idrogeno: l’idrogeno, secondo noi, deve essere solo verde e interessare solo i settori hard-to-abate, come il settore siderurgico, chimico, i trasporti pesanti, e non “che le auto andranno a celle a combustibile” o usato per il riscaldamento civile, perché cosi le famiglie continuerebbero a dipendere da impianti centralizzati di aziende energetiche, senza nessun risparmio reale; basta guardare in TV la pubblicità delle auto: sono ormai 100% elettriche: Volkswagen, Audi, Mercedes, BMW, addirittura Porsche… E ci sono già impianti in Europa che riciclano le nuove batterie al litio, che comunque hanno una vita utile di almeno 15 anni: perché l’Italia dovrebbe puntare sulle auto private e riscaldamento a idrogeno, esistenti da oltre 30 anni, che non sono mai decollati?
b) PNIEC e PITESAI verranno aggiornati il 30 settembre, cioè dopo l’approvazione del PnRR? Intanto autorizziamo ricerca e estrazione di idrocarburi in Italia.
c) la fusione nucleare non è un obiettivo realizzabile entro il 2026: l’Italia dovrebbe partecipare non con il PnRR, ma con fondi per la ricerca a tale progetto, bocciato già col referendum del 2011 sull'uso dell'energia nucleare in Italia.
d) Cingolani ha dichiarato anche “le batterie le avremo superate, perché hanno un problema di dismissione” mentre tutta l’Europa sta investendo sui sistemi di accumulo con le nuove batterie al litio e sui sistemi di riciclaggio al 100% delle batterie
considerato che due terzi dei fondi del Piano (129 miliardi di euro) sono debiti che noi cittadini stiamo assumendo con l’Unione Europea e che noi e i nostri figli dovremo restituire. Perciò i finanziamenti del PnRR devono essere rivolti non alle grandi aziende energetiche per impianti centralizzati, ma a modelli di energia democratica, diffusa, che permetta risparmi in bolletta per i cittadini e risparmi per il trasporto privato e pubblico, considerando anche l’impatto ambientale: esempi sono gli incentivi eco bonus, le semplificazioni per gli impianti fotovoltaici sulle case, le caldaie a pompa di calore, le stazioni di ricarica da casa per il trasporto privato elettrico.

Come cittadini temiamo possibili incoerenti decisioni di questo Governo in termini di finanziamenti energetici e ambientali, non in linea con gli obiettivi climatici europei, visto anche i tempi ormai ristretti per la presentazione del PnRR all’Europa. Perciò

proponiamo
di non finanziare nuovi impianti energetici fossili o a combustione di carbonio
di non finanziare impianti di idrogeno blu ricavato da elettrolisi del metano
di non finanziare infrastrutture di trasporto gas metano che diventano “green” col trasporto del 5-10% di idrogeno: il restante 90% resta metano fossile
di non finanziare i CCS per nascondere la CO2 prodotta in più, impianti tra l’altro dichiarati non economici anche dalla Corte dei Conti Europea
di incentivare l’energia democratica, l’autoproduzione di energia e le comunità energetiche, le pompe di calore e le auto elettriche secondo il SDG 7 della Agenda 2030 sottoscritta dall’Italia
di non finanziare impianti anaerobici di biogas sprecando il compost nel nome dell’economia circolare, ma di implementare a livello locale il compostaggio aerobico con la produzione di compost come fertilizzante per combattere la desertificazione e così la fertilità dei suoli e la biodiversità, come richiesto dalle prossime Direttive UE
di non far rientrare le biomasse come combustibili green, perché, anche se rinnovabili, sprecano terreni e foreste importanti ed emettono CO2 una volta combuste per produrre energia
di non finanziare più i SAD (Sussidi Ambientalmente Dannosi) e di trasformarli in SAF, come da Legge MinAmbiente 2019
di non finanziare aziende private di gestione dell’acqua e di approvare al più presto la decisione del popolo italiano nel referendum del 2011 sull’acqua pubblica
di non semplificare le Valutazioni d’Impatto Ambientale sulle grandi opere, unica garanzia della Convenzione di Aarhus sulla partecipazione del pubblico alle decisioni in materia ambientale

e chiediamo

al Governo di pubblicare immediatamente la bozza dei progetti per il PnRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)
di essere convocati immediatamente, almeno alcuni dei nostri rappresentanti, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la consultazione sul PnRR per le tematiche energetiche ed ambientali.


Prime associazioni firmatarie:
Campagna “Per il Clima, Fuori dal Fossile”
Redazione di emergenzaclimatica.it
Rete Legalità per il Clima, giustiziaclimatica.it


Altre associazioni o comitati:

Movimento No TAP/SNAM della Provincia di Brindisi

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