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ROMANO: BASTA IMPIANTI DI PRODUZIONE ENERGETICA A BRINDISI

venerdì 13 luglio 2018
“La Regione Puglia prenda atto del fatto che la provincia di Brindisi ha già dato tanto e adesso ha diritto ad un risarcimento ambientale. Quindi bisogna esprimere una netta contrarietà nei confronti di qualsiasi nuovo impianto di produzione energetica, anche se si tratta di energie rinnovabili”.

Lo afferma il Presidente della Commissione sanità della Regione Puglia Pino Romano a seguito della decisione del Comune di Erchie di chiedere alla Regione di convocare una conferenza di servizi per la riapertura dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) relativa alla realizzazione di impianti per il trattamento di rifiuti e per la produzione di energia.

“Questa società – afferma Romano – intenderebbe realizzare tre diversi impianti sul medesimo lotto e c’è il rischio concreto che Provincia di Brindisi e Regione Puglia completino l’iter autorizzativo senza aver tenuto nella dovuta considerazione le istanze del territorio e la primaria esigenza della tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ritengo, tra l’altro, che un attento esame dei rilievi posti dal Comune di Erchie possa determinare anche le condizioni perché si giunga ad una revoca delle autorizzazioni già concesse.”

Il progetto di Heracle srl prevede che l’impianto tratti 80.000 tonnellate annue di rifiuti, ripartiti tra 40.000 tonnellate di rifiuti solidi e 40.000 tonnellate di fanghi (anche se i Comune di Erchie ha già manifestato da tempo la necessità di ridurre la quantità di fanghi).

A questo si aggiunge l’ulteriore progetto per un impianto di produzione di energia elettrica da biogas derivante dal compostaggio di rifiuti. Tre cose differenti per le quali Heracle srl chiede alla Regione il rilascio di una autorizzazione unica!

“E’ evidente – conclude Romano – che l’AIA esistente non può essere più efficace e che, allo stesso tempo, non è ipotizzabile il rilascio di una autorizzazione unica. Un motivo in più per riconvocare tutte le parti interessate per far valere le ragioni dell’ente locale e, di conseguenza, dei cittadini”.

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