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A Vado Ligure chiude la centrale a Carbone e Brindisi attende i risarcimenti ENEL

mercoledì 19 febbraio 2014
A Vado Ligure chiude la centrale a Carbone e Brindisi attende i risarcimenti ENEL Mentre qui a Brindisi siamo ancora in attesa di un consiglio comunale in grado di decidere di rideterminare tutte le decennali vicende legate all'inquinamento delle centrali elettriche e dei poli industriali del territorio, veniamo a sapere, notizia di questa mattina, che la magistratura ha decretato la chiusura della centrale elettrica di Vado Ligure.
Leggiamo sul sito del Sole 24 Ore di oggi : «Senza la centrale di Vado tanti decessi non vi sarebbero stati». Dichiarazione choc del procuratore capo di Savona, Francantonio Granero sull' attività della centrale elettrica a carbone di Vado Ligure del gruppo Tirreno Power (azionisti di riferimento sono Suez Gaz de France al 50% e Sorgenia della famiglia De Benedetti al 39%). Secondo il magistrato, in base a dati dei consulenti «dal 2000 al 2007 sarebbero da attribuire alle emissioni della centrale 400 morti».
Quindi occorre aspettare l'opera della magistratura, il che sta diventando ormai una consuetudine, per vedere spegnere i "focolai" di disastro ambientale, perchè a livello politico - amministrativo non si hanno ancora segnali in questa direzione.
Leggiamo, poi, un'altra notizia positiva dal sito RovigoOggi.it:
"Rovigo - Dopo accusa e parti civili tocca alla difesa sfilare in tribunale. L'Enel-bis entra dunque nelle battute finali con il terzo e ultimo passaggio che chiude la fase delle requisitorie affidate ai legali.
Nessun colpo di scena a differenza di sette giorni fa, quando gli avvocati del ministero dell'Ambiente e della Salute avevano palesato l'incredibile richiesta di 883 milioni di provvisionale a fronte di oltre tre miliardi e mezzo - stima per difetto - di danni certificati (vedi perizia Ispra relativa al periodo 1998/2009) annunciando come la battaglia sarebbe proseguita anche in sede civile al termine del procedimento.
Il filone "bis" del processo a Enel per l'omessa installazione di filtri sul camino di Polesine Camerini vede alla sbarra l'attuale Ad Fulvio Conti, i predecessori Franco Tato' e Paolo Scaroni, e altri dirigenti e funzionari, Antonino Caprarotta, Leonardo Arrighi, Sandro Fontecedro, Alfredo Inesi e Carlo Zanatta: rischiano pene per disastro ambientale che oscillano tra i due anni e mezzo e i 7 anni di reclusione anche se a far rumore è soprattutto l'importo del maxi risarcimento che oltre ai milioni chiesti al Ministero vede anche richieste importanti da parte di municipalità e associazioni ambientaliste. Evidente che una sentenza di condanna e il conseguente eventuale maxi risarcimento potrebbe costituire un precedente e aprire scenari nuovi in tutto il Paese, da Vado Ligure a Brindisi, dove l'azienda ha impianti come quello polesano. 
E in città sale nel frattempo l'attesa per il pronunciamento definitivo dei giudici chiamati a una decisione che potrebbe anche assumere contorni storici." Insomma dobbiamo spulciare i giornali del nord per avere notizie sui nostri risarcimenti brindisini. Ci chiediamo perchè queste notizie non vengono divulgate anche in città?
Nel frattempo l'inquinamento a Brindisi continua ad essere reale. E', infatti, possibile osservare fin da Ostuni, sulla statale 379, le concentrazioni di zolfo in atmosfera che, man mano che ci si avvicina alla città, si notano sempre meno, confondendosi con l'aria che "respiriamo".
In attesa che qualcuno decida il futuro della città i  cittadini chiedono di essere informati ,sul sito istituzionale del comune di Brindisi, sui consigli comunali, del passato e del futuro, su questo argomento per poter avere una visione completa della situazione, se mai questa visione fosse possibile.


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