APPELLO DI UN LAVORATORE NON ASCOLTATO
mercoledì 15 luglio 2015
Sono LAGATTA Francesco, nato a Brindisi il 14.01.1971, attualmente disoccupato.
Ho perso la mia occupazione quale operaio – operatore ecologico, nell’anno 2010 e all’epoca la ditta appaltatrice per il servizio pubblico di igiene urbana si identificava con la MONTECO s.r.l.
Io risultavo iscritto nel capitolato degli operatori ecologici del Comune di Brindisi da tanto tempo e, infatti, nel 2010 avevo già maturato 19 anni di lavoro.
Risultavo assunto nel gennaio dell’anno 1991 e ho operato per le varie società appaltatrici ( SLIA, ASPICA, INNOVAMBIENTE e infine MONTECO ) sino all’agosto 2010 allorquando mi fu contestò di aver prelevato rifiuti non consentiti e per questo addirittura deferito all’autorità giudiziaria.
Dall’agosto 2010 ad oggi non ha mai avuto alcun atto giudiziario penale e tanto lascerebbe pensare, considerato il decorso del tempo, che la vicenda non abbia avuto alcuna connotazione di natura penale Diversa è stata la vicenda lavorativa infatti fui licenziato in virtù del provvedimento disciplinare estremo previsto dal contratto lavorativo.
Il licenziamento impugnato nella opportuna sede fu immediatamente annullato dal Giudice del lavoro ma dopo poco revocato su accoglimento di una impugnazione presentata dai legali della Monteco e ad oggi, seguendo i gradi di giudizio previsti, il licenziamento non è ancora definitivo ma, ciononostante, e malgrado le mie richieste, rivolte anche al Sindaco della città, risulto sempre privo di occupazione.
Ritengo di aver avuto un ingiusto trattamento e tanto perché solitamente un lavoratore che non risulta aver avuto provvedimenti disciplinari nel corso dei tanti anni lavorati e che non è stato autore di altri episodi che abbiano potuto alterare il normale rapporto fiduciario, per una vicenda come quella che mi ha riguardato, non estremamente grave, non penalmente rilevante, non poteva incorrere nella sanzione piu’ grave, quale quella del licenziamento.
Io ho sempre segnalato, e tanto risulta documentalmente, che altri lavoratori sono incorsi in episodi simili ma piu’ gravi di quello che mi riguarda, sono a tutt’oggi sottoposti a processi penali per vicende che attengono addirittura alla raccolta e trasporto non consentito di rifiuti pericolosi e, ciononostante, non hanno subito il licenziamento.
Solo dopo alcuni mesi dall’episodio che mi ha riguardato, nel successivo dicembre 2010 si rese pubblica la notizia di due dipendenti della Monteco rinviati a giudizio per il reato di truffa, per aver timbrato il cartellino di presenza ed essersi poi occupati di vicende personali ( spesa, palestra , passeggiata nei centri commerciali ) ed altri ancora, sempre rinviati a giudizio per “ danneggiamento “ per aver incendiato due cassonetti, immediatamente individuati da una telecamera presente in quel luogo ( si allega copia dell’articolo del quotidiano );
I responsabili dell’incendio furono immediatamente individuati, rinviati a giudizio e ancora oggi affrontano un processo penale e nonostante furono minacciati di licenziamento sono tutt’ora in servizio.
Il successivo 30 settembre 2010 stessa vicenda aveva riguardato l’operaio Enrico Maglie, fermato dai carabinieri del Noe,perché oltre al materiale che legalmente doveva trasportare ( materiale di potatura ) trasportava rifiuti non consentiti ( un lavandino e un paraurti ).
Risulta che l’operaio sia stato immediatamente licenziato dalla Monteco per poi essere riassunto per intervento favorevole del Sindaco, all’epoca dei fatti Sig. Mennitti ( vedi allegato articolo brindisi report).
Altro caso è quello che nel 2011 coinvolse otto autisti MONTECO per lo smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali provenienti dalla “ pacucci srl “ di Brindisi e anche in questo caso, nonostante l’avvio di un procedimento penale , gli operai non furono licenziati ( vedi copia dell’articolo giornalistico ).
Di casi come questi che riesco a documentare ve ne sono numerosi e tanto a dimostrare come sia isolato il mio caso.
Io privato della mia occupazione, dopo quasi vent’anni di lavoro, senza una giusta giustificazione e per trattamento discriminante.
Non solo ! con sentenza depositata il 05.07.2011 dal Consiglio di Stato è emerso che proprio all’epoca del licenziamento la Monteco srl non poteva operare nel Comune di Brindisi ( in questa occasione il ricorso n. 5058 del 2010 era stato promosso dalla Monteco e rigettato dal Consiglio di Stato ) e questo potrebbe avere una incidenza sulla legittimità del suo operato ai danni di Lagatta Francesco.
Tanto al fine quindi di chiedere una riflessione, tantopiu’ oggi considerato che da pochi giorni risultano assunti sette nuovi operatori, seppure con contratto a tempo determinato.
Chiedo aiuto a chi può intervenire per ripristinare una situazione discriminante che mi ha privato ingiustamente del mio lavoro.
LAGATTA Francesco
Franco Lagatta è un ex dipendente del settore dei rifiuti , licenziato dalla Monteco in seguito a provvedimenti disciplinari , .
Versa in drammatiche condizioni economiche.
Il suo numero di telefono è 349 3417369.
Ho perso la mia occupazione quale operaio – operatore ecologico, nell’anno 2010 e all’epoca la ditta appaltatrice per il servizio pubblico di igiene urbana si identificava con la MONTECO s.r.l.
Io risultavo iscritto nel capitolato degli operatori ecologici del Comune di Brindisi da tanto tempo e, infatti, nel 2010 avevo già maturato 19 anni di lavoro.
Risultavo assunto nel gennaio dell’anno 1991 e ho operato per le varie società appaltatrici ( SLIA, ASPICA, INNOVAMBIENTE e infine MONTECO ) sino all’agosto 2010 allorquando mi fu contestò di aver prelevato rifiuti non consentiti e per questo addirittura deferito all’autorità giudiziaria.
Dall’agosto 2010 ad oggi non ha mai avuto alcun atto giudiziario penale e tanto lascerebbe pensare, considerato il decorso del tempo, che la vicenda non abbia avuto alcuna connotazione di natura penale Diversa è stata la vicenda lavorativa infatti fui licenziato in virtù del provvedimento disciplinare estremo previsto dal contratto lavorativo.
Il licenziamento impugnato nella opportuna sede fu immediatamente annullato dal Giudice del lavoro ma dopo poco revocato su accoglimento di una impugnazione presentata dai legali della Monteco e ad oggi, seguendo i gradi di giudizio previsti, il licenziamento non è ancora definitivo ma, ciononostante, e malgrado le mie richieste, rivolte anche al Sindaco della città, risulto sempre privo di occupazione.
Ritengo di aver avuto un ingiusto trattamento e tanto perché solitamente un lavoratore che non risulta aver avuto provvedimenti disciplinari nel corso dei tanti anni lavorati e che non è stato autore di altri episodi che abbiano potuto alterare il normale rapporto fiduciario, per una vicenda come quella che mi ha riguardato, non estremamente grave, non penalmente rilevante, non poteva incorrere nella sanzione piu’ grave, quale quella del licenziamento.
Io ho sempre segnalato, e tanto risulta documentalmente, che altri lavoratori sono incorsi in episodi simili ma piu’ gravi di quello che mi riguarda, sono a tutt’oggi sottoposti a processi penali per vicende che attengono addirittura alla raccolta e trasporto non consentito di rifiuti pericolosi e, ciononostante, non hanno subito il licenziamento.
Solo dopo alcuni mesi dall’episodio che mi ha riguardato, nel successivo dicembre 2010 si rese pubblica la notizia di due dipendenti della Monteco rinviati a giudizio per il reato di truffa, per aver timbrato il cartellino di presenza ed essersi poi occupati di vicende personali ( spesa, palestra , passeggiata nei centri commerciali ) ed altri ancora, sempre rinviati a giudizio per “ danneggiamento “ per aver incendiato due cassonetti, immediatamente individuati da una telecamera presente in quel luogo ( si allega copia dell’articolo del quotidiano );
I responsabili dell’incendio furono immediatamente individuati, rinviati a giudizio e ancora oggi affrontano un processo penale e nonostante furono minacciati di licenziamento sono tutt’ora in servizio.
Il successivo 30 settembre 2010 stessa vicenda aveva riguardato l’operaio Enrico Maglie, fermato dai carabinieri del Noe,perché oltre al materiale che legalmente doveva trasportare ( materiale di potatura ) trasportava rifiuti non consentiti ( un lavandino e un paraurti ).
Risulta che l’operaio sia stato immediatamente licenziato dalla Monteco per poi essere riassunto per intervento favorevole del Sindaco, all’epoca dei fatti Sig. Mennitti ( vedi allegato articolo brindisi report).
Altro caso è quello che nel 2011 coinvolse otto autisti MONTECO per lo smaltimento non autorizzato di rifiuti speciali provenienti dalla “ pacucci srl “ di Brindisi e anche in questo caso, nonostante l’avvio di un procedimento penale , gli operai non furono licenziati ( vedi copia dell’articolo giornalistico ).
Di casi come questi che riesco a documentare ve ne sono numerosi e tanto a dimostrare come sia isolato il mio caso.
Io privato della mia occupazione, dopo quasi vent’anni di lavoro, senza una giusta giustificazione e per trattamento discriminante.
Non solo ! con sentenza depositata il 05.07.2011 dal Consiglio di Stato è emerso che proprio all’epoca del licenziamento la Monteco srl non poteva operare nel Comune di Brindisi ( in questa occasione il ricorso n. 5058 del 2010 era stato promosso dalla Monteco e rigettato dal Consiglio di Stato ) e questo potrebbe avere una incidenza sulla legittimità del suo operato ai danni di Lagatta Francesco.
Tanto al fine quindi di chiedere una riflessione, tantopiu’ oggi considerato che da pochi giorni risultano assunti sette nuovi operatori, seppure con contratto a tempo determinato.
Chiedo aiuto a chi può intervenire per ripristinare una situazione discriminante che mi ha privato ingiustamente del mio lavoro.
LAGATTA Francesco
Franco Lagatta è un ex dipendente del settore dei rifiuti , licenziato dalla Monteco in seguito a provvedimenti disciplinari , .
Versa in drammatiche condizioni economiche.
Il suo numero di telefono è 349 3417369.
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