BBC Il progetto A2A –Edipower si conferma inaccettabile
lunedì 31 marzo 2014
Con la presentazione da parte di A2A del progetto, casualmente pochi giorni dopo il consiglio comunale monotematico su Energia e Salute, per l’impianto di produzione di un derivato da rifiuti denominato Ecoergite , si ha la piena conferma di quanto da tempo affermiamo.
La Centrale termoelettrica a carbone di Brindisi Nord viene riconvertita per diventare un impianto in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti per adesso della Puglia ma un domani utilizzabile anche per fronteggiare le varie emergenze italiane nel settore dei rifiuti.
L’impianto dell’A2A, come dichiarato dalla stessa azienda, potrà ricevere 95.000 tonnellate di CSS prodotto dai rifiuti pugliesi per ottenere 75.000 tonnellate di Ecoergite da bruciare nella centrale Edipower nel porto di Brindisi a due passi dal centro della città. Una centrale che diventa sempre più redditizia quanto più è in grado di bruciare questo derivato da rifiuti sostituendo il carbone e quindi candidandosi in futuro per gestire tutte le emergenze rifiuti che dovessero verificarsi non solo in Puglia ma anche nel meridione.
Tutto adesso è chiaro, il tempo degli approfondimenti chiesto dalla maggioranza nello scorso consiglio monotematico è finito, occorre ora esprimersi su questo progetto.
I progetti di inceneritori di Termomeccanica, la discarica di rifiuti speciali di Formica Ambiente e la nuova centrale A2A Edipower aprono una nuova stagione di industrializzazione altamente impattante. Dopo la chimica ed il carbone arrivano i rifiuti con i quali ci apprestiamo a diventare la pattumiera d’Italia.
Tutto questo non lo possiamo consentire, l’ordine dei medici ha segnalato che occorre invertire la rotta e diminuire drasticamente le emissioni inquinanti . Su questa strada occorre muoversi se si ha cuore la salute dei nostri concittadini ed il futuro di questa città.
La Centrale termoelettrica a carbone di Brindisi Nord viene riconvertita per diventare un impianto in grado di chiudere il ciclo dei rifiuti per adesso della Puglia ma un domani utilizzabile anche per fronteggiare le varie emergenze italiane nel settore dei rifiuti.
L’impianto dell’A2A, come dichiarato dalla stessa azienda, potrà ricevere 95.000 tonnellate di CSS prodotto dai rifiuti pugliesi per ottenere 75.000 tonnellate di Ecoergite da bruciare nella centrale Edipower nel porto di Brindisi a due passi dal centro della città. Una centrale che diventa sempre più redditizia quanto più è in grado di bruciare questo derivato da rifiuti sostituendo il carbone e quindi candidandosi in futuro per gestire tutte le emergenze rifiuti che dovessero verificarsi non solo in Puglia ma anche nel meridione.
Tutto adesso è chiaro, il tempo degli approfondimenti chiesto dalla maggioranza nello scorso consiglio monotematico è finito, occorre ora esprimersi su questo progetto.
I progetti di inceneritori di Termomeccanica, la discarica di rifiuti speciali di Formica Ambiente e la nuova centrale A2A Edipower aprono una nuova stagione di industrializzazione altamente impattante. Dopo la chimica ed il carbone arrivano i rifiuti con i quali ci apprestiamo a diventare la pattumiera d’Italia.
Tutto questo non lo possiamo consentire, l’ordine dei medici ha segnalato che occorre invertire la rotta e diminuire drasticamente le emissioni inquinanti . Su questa strada occorre muoversi se si ha cuore la salute dei nostri concittadini ed il futuro di questa città.
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