BBC : L’ILVA userà Metano al posto del Carbone e l’Enel a Brindisi cosa aspetta?
martedì 24 settembre 2013
Apprendiamo dalla stampa che l’ILVA utilizzerà Metano al posto del carbone e del pet coke negli altiforni per diminuire l’impatto ambientale della produzione dell’acciaio.Sappiamo che a Taranto una magistratura attenta e rigorosa insieme a tanti movimenti e cittadini attivi hanno acceso i riflettori sul disastro sanitario ed ambientale provocato dall’ILVA, avviando un percorso di radicale trasformazione del modello di sviluppo imposto alla città.
Ma a questo punto dobbiamo chiedere perché a Brindisi tutto ciò non accade?
Come è possibile che per diminuire l’impatto ambientale a Taranto si proceda alla sostituzione del carbone con il metano, mentre nella Centrale Enel di Cerano si continuano a bruciare milioni di tonnellate di carbone?
Forse l’incremento nel decennio 1998-2008 del 118 per cento delle esenzioni ticket per neoplasie, i codici 048, nella provincia di brindisi non sono un motivo ulteriore per ridurre drasticamente le emissioni in atmosfera di pericolosissimi inquinanti ?
E’ evidente che se a Taranto si sostituisce il carbone con il metano non esistono né problemi tecnici, tutti superabili con gli investimenti necessari , né problemi di approvvigionamento del metano.
Allora è oggi sempre più evidente che a Brindisi, chi dal mondo della politica o sindacale, agita improbabili motivazioni che impediscono la sostituzione del carbone con il metano è o ignorante o forse molto più semplicemente vuol difendere i grandi profitti che il carbone consente all’Enel.
Tutto ciò non può più reggere . Occorre oggi una politica che imponga all’Enel a Brindisi le stesse scelte che sono state imposte all’ILVA di Taranto. Metanizzare la centrale di Cerano deve diventare il primo obiettivo di una politica che intende salvaguardare la salute dei cittadini non solo di Brindisi ma dell’intero Salento.
Brindisi Bene Comune insieme a Si Democrazia ha presentato un ordine del giorno per il consiglio comunale del 30 settembre nel quale chiediamo di aprire subito un tavolo con l’Enel per una immediata drastica riduzione del consumo del carbone e l’avvio della trasformazione a gas.
Vedremo in consiglio comunale da che parte si schiera la politica se a difesa dei profitti dell’Enel o a difesa della salute e dell’ambiente.
Apprendiamo dalla stampa che l’ILVA utilizzerà Metano al posto del carbone e del pet coke negli altiforni per diminuire l’impatto ambientale della produzione dell’acciaio.
Sappiamo che a Taranto una magistratura attenta e rigorosa insieme a tanti movimenti e cittadini attivi hanno acceso i riflettori sul disastro sanitario ed ambientale provocato dall’ILVA, avviando un percorso di radicale trasformazione del modello di sviluppo imposto alla città.
Ma a questo punto dobbiamo chiedere perché a Brindisi tutto ciò non accade?
Come è possibile che per diminuire l’impatto ambientale a Taranto si proceda alla sostituzione del carbone con il metano, mentre nella Centrale Enel di Cerano si continuano a bruciare milioni di tonnellate di carbone?
Forse l’incremento nel decennio 1998-2008 del 118 per cento delle esenzioni ticket per neoplasie, i codici 048, nella provincia di brindisi non sono un motivo ulteriore per ridurre drasticamente le emissioni in atmosfera di pericolosissimi inquinanti ?
E’ evidente che se a Taranto si sostituisce il carbone con il metano non esistono né problemi tecnici, tutti superabili con gli investimenti necessari , né problemi di approvvigionamento del metano.
Allora è oggi sempre più evidente che a Brindisi, chi dal mondo della politica o sindacale, agita improbabili motivazioni che impediscono la sostituzione del carbone con il metano è o ignorante o forse molto più semplicemente vuol difendere i grandi profitti che il carbone consente all’Enel.
Tutto ciò non può più reggere . Occorre oggi una politica che imponga all’Enel a Brindisi le stesse scelte che sono state imposte all’ILVA di Taranto. Metanizzare la centrale di Cerano deve diventare il primo obiettivo di una politica che intende salvaguardare la salute dei cittadini non solo di Brindisi ma dell’intero Salento.
Brindisi Bene Comune insieme a Si Democrazia ha presentato un ordine del giorno per il consiglio comunale del 30 settembre nel quale chiediamo di aprire subito un tavolo con l’Enel per una immediata drastica riduzione del consumo del carbone e l’avvio della trasformazione a gas.
Vedremo in consiglio comunale da che parte si schiera la politica se a difesa dei profitti dell’Enel o a difesa della salute e dell’ambiente.
Apprendiamo dalla stampa che l’ILVA utilizzerà Metano al posto del carbone e del pet coke negli altiforni per diminuire l’impatto ambientale della produzione dell’acciaio.
Sappiamo che a Taranto una magistratura attenta e rigorosa insieme a tanti movimenti e cittadini attivi hanno acceso i riflettori sul disastro sanitario ed ambientale provocato dall’ILVA, avviando un percorso di radicale trasformazione del modello di sviluppo imposto alla città.
Ma a questo punto dobbiamo chiedere perché a Brindisi tutto ciò non accade?
Come è possibile che per diminuire l’impatto ambientale a Taranto si proceda alla sostituzione del carbone con il metano, mentre nella Centrale Enel di Cerano si continuano a bruciare milioni di tonnellate di carbone?
Forse l’incremento nel decennio 1998-2008 del 118 per cento delle esenzioni ticket per neoplasie, i codici 048, nella provincia di brindisi non sono un motivo ulteriore per ridurre drasticamente le emissioni in atmosfera di pericolosissimi inquinanti ?
E’ evidente che se a Taranto si sostituisce il carbone con il metano non esistono né problemi tecnici, tutti superabili con gli investimenti necessari , né problemi di approvvigionamento del metano.
Allora è oggi sempre più evidente che a Brindisi, chi dal mondo della politica o sindacale, agita improbabili motivazioni che impediscono la sostituzione del carbone con il metano è o ignorante o forse molto più semplicemente vuol difendere i grandi profitti che il carbone consente all’Enel.
Tutto ciò non può più reggere . Occorre oggi una politica che imponga all’Enel a Brindisi le stesse scelte che sono state imposte all’ILVA di Taranto. Metanizzare la centrale di Cerano deve diventare il primo obiettivo di una politica che intende salvaguardare la salute dei cittadini non solo di Brindisi ma dell’intero Salento.
Brindisi Bene Comune insieme a Si Democrazia ha presentato un ordine del giorno per il consiglio comunale del 30 settembre nel quale chiediamo di aprire subito un tavolo con l’Enel per una immediata drastica riduzione del consumo del carbone e l’avvio della trasformazione a gas.
Vedremo in consiglio comunale da che parte si schiera la politica se a difesa dei profitti dell’Enel o a difesa della salute e dell’ambiente.
Apprendiamo dalla stampa che l’ILVA utilizzerà Metano al posto del carbone e del pet coke negli altiforni per diminuire l’impatto ambientale della produzione dell’acciaio.
Sappiamo che a Taranto una magistratura attenta e rigorosa insieme a tanti movimenti e cittadini attivi hanno acceso i riflettori sul disastro sanitario ed ambientale provocato dall’ILVA, avviando un percorso di radicale trasformazione del modello di sviluppo imposto alla città.
Ma a questo punto dobbiamo chiedere perché a Brindisi tutto ciò non accade?
Come è possibile che per diminuire l’impatto ambientale a Taranto si proceda alla sostituzione del carbone con il metano, mentre nella Centrale Enel di Cerano si continuano a bruciare milioni di tonnellate di carbone?
Forse l’incremento nel decennio 1998-2008 del 118 per cento delle esenzioni ticket per neoplasie, i codici 048, nella provincia di brindisi non sono un motivo ulteriore per ridurre drasticamente le emissioni in atmosfera di pericolosissimi inquinanti ?
E’ evidente che se a Taranto si sostituisce il carbone con il metano non esistono né problemi tecnici, tutti superabili con gli investimenti necessari , né problemi di approvvigionamento del metano.
Allora è oggi sempre più evidente che a Brindisi, chi dal mondo della politica o sindacale, agita improbabili motivazioni che impediscono la sostituzione del carbone con il metano è o ignorante o forse molto più semplicemente vuol difendere i grandi profitti che il carbone consente all’Enel.
Tutto ciò non può più reggere . Occorre oggi una politica che imponga all’Enel a Brindisi le stesse scelte che sono state imposte all’ILVA di Taranto. Metanizzare la centrale di Cerano deve diventare il primo obiettivo di una politica che intende salvaguardare la salute dei cittadini non solo di Brindisi ma dell’intero Salento.
Brindisi Bene Comune insieme a Si Democrazia ha presentato un ordine del giorno per il consiglio comunale del 30 settembre nel quale chiediamo di aprire subito un tavolo con l’Enel per una immediata drastica riduzione del consumo del carbone e l’avvio della trasformazione a gas.
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