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BRINDISI : DOMANDE LEGAMBIENTE : RISPOSTA RICCARDO ROSSI

lunedì 24 novembre 2025
BRINDISI : DOMANDE LEGAMBIENTE : RISPOSTA RICCARDO ROSSILa Provincia di Brindisi è sempre stata poco rappresentata nell'esecutivo della Regione Puglia e ciò comporta che grandi questioni di rilevanza anche nazionale non siano centrali nelle politiche regionali: citiamo, a titolo d'esempio, le questioni riguardanti la Salute dei cittadini, il Polo Energetico e quello Chimico. Essendo presenti nella Provincia di Brindisi la “Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale” ed il “Sito di Interesse Nazionale” ai fini delle bonifiche di matrici inquinate, con i preoccupanti riflessi sanitari testimoniati dall’eccesso di incidenza tumorale riportato dal Registro Tumori, appaiono ancora più gravi le carenze strutturali dei presidi sanitari e di organici, nel mentre si finanzia un nuovo mega ospedale a Monopoli.
In che modo la Regione può dare priorità ed investire per risolvere tali problematiche nel territorio brindisino? Aldilà delle dichiarazioni di intenti, quali impegni formali ritenete di poter assumere per vedere Brindisi e le sue peculiarità tornare al centro dell'attenzione regionale?
R. Le criticità del nostro territorio richiedono un importante attenzione del Governo Nazionale e Regionale occorre una rappresentanza coesa dei consiglieri della nostra Provincia che verranno eletti in consiglio regionale, un assessore regionale della Provincia di Brindisi che manca da troppo tempo.
Personalmente i temi citati sono tutti temi centrali nel mio percorso politico degli ultimi 20 anni e confermo il mio massimo impegno per portarli avanti qualora eletto in Regione.
Nel corso degli anni, Brindisi ha visto venir meno serie di importanti Istituzioni e Presidi, quali la Camera di Commercio autonoma, la stessa Autorità Portuale rappresentativa delle peculiarità del territorio, la Banca d'Italia e soggetti oggi accorpati come alcuni Sindacati. Come pensate che si possa e si debba invertire questa tendenza con l'impegno della regione Puglia anche nei confronti del Governo Centrale?
Brindisi sta vivendo un periodo di forti contraddizioni per quel che riguarda il Polo Energetico e quello Chimico e, in generale, la transizione più volte annunciata. Nel Polo Energetico abbiamo avuto spinte notevoli, testimoniate dalla presentazione di 61 manifestazioni di interesse, ma anche ritorni incredibili al passato, quali quella del Governo di tenere in riserva fredda la centrale Brindisi Sud. Nel Polo Chimico, Eni ha annunciato la realizzazione di un stabilimento per la produzione di batterie da accumulo connesse a fonti energetiche rinnovabili e la creazione di 700 posti di lavoro, a cui si potrebbero aggiungere molti altri posti di lavoro legati alla chimica verde. Quali iniziative concrete intendete assumere per portare avanti questi progetti innovativi ed evitare scelte arretrate a difesa della chimica di base?
R. E’ indispensabile mantenere ferma la data di dismissione della Centrale di Cerano al 31.12.2025. Non è accettabile la riserva fredda dell’impianto, ma occorre procedere alla dismissione della centrale liberando i 270 ettari per consentire la realizzazione di nuovi investimenti a partire da quelli della Manifestazione di interesse lanciata dal Governo Nazionale. Inoltre è fondamentale restituire alle attività portuali l’attuale banchina occupata da Enel.
Benissimo l’iniziativa promossa da Eni sulle batterie stazionarie, inevitabile la chiusura del ciclo della chimica di base basata su idrocarburi in Italia.
I mutamenti climatici incidono sensibilmente sulla crescente emergenza idrica anche nella provincia di Brindisi una delle soluzioni indicate è quella di costruire un dissalatore, presumibilmente nell'area di Cerano. Recentemente la società “Green Independence”, di giovani professionisti brindisini, ha avuto un finanziamento di 7,5 milioni di euro per portare avanti il progetto di realizzazione di un grande impianto fotovoltaico per ottenere contestualmente idrogeno, energia elettrica e desalinizzazione dell'acqua di
mare. Non ritenete che sia questa la soluzione migliore da realizzare utilizzando le opere di presa d'acqua e le pompe della centrale Brindisi sud?
R. Da Sindaco avevo già proposto la realizzazione di un dissalatore a Cerano, partendo dal riutilizzo delle prese a mare e da impianti fotovoltaici per il fabbisogno energetico.
Questa proposta è stata accolta dalla Regione e da AQP che prevede di realizzarlo insieme ad altri due in Puglia.
Il porto di Brindisi è stato riconosciuto dall'Unesco testimone di Cultura di Pace nel mondo, ma, in realtà spesso appare semplicemente un porto delle nebbie. È necessario dotarlo di servizi, più che di nuove infrastrutture. È necessario anche risolvere la questione del deposito costiero di Gnl da rigettare, anche perché un investimento sullo scalo intermodale, sulla logistica potrebbe portare 750 posti di lavoro. Qual è la vostra posizione sul tema?
R. Mi sono sempre battuto per contrastare la realizzazione del deposito costiero GNL di Edison che andrebbe in contrasto con lo sviluppo della logistica portuale.
Proseguirò con questo impegno.
La provincia di Brindisi e, innanzitutto la Città Capoluogo, stanno vivendo un significativo calo demografico e la fuga di giovani verso sedi universitarie ed alla ricerca di occasioni, anche prestigiose, di lavoro. Ben conoscendo i problemi strutturali italiani, non credete che la creazione di nuove Facoltà, in primo luogo all'interno della Cittadella Universitaria che si sta realizzando a Brindisi, abbia un alto valore aggiunto per i giovani locali, futura classe dirigente, ma complessivamente per il territorio?
R. Da Sindaco ho subito candidato una porzione importante del Centro cittadino (dall’ex Marconi all’ex Agenzia delle Entrate) nell’ambito dei programmi di rigenerazione urbana del PNRR per una riqualificazione Universitaria.
E’ un tema fondamentale nell’epoca dell’economia della conoscenza avere insediamenti di corsi universitari post-laurea e di ITS.
All’epoca stringemmo anche un protocollo con le Università del Salento, di Bari e Politecnico di Bari per insediare all’interno nuovi corsi di laurea.
Su questo insieme alla Regione Puglia occorre lavorare per dare contenuti forti alla Cittadella Universitaria.
La Regione come può partecipare e anche finanziare queste scelte? Il 27 luglio 2024 l'Appia è stata iscritta nel patrimonio Unesco. L'Appia arriva a Brindisi attraverso i tratti terminali dell'Appia Claudia e dell'Appia Traiana. Come ritenete che la Regione possa e debba essere punto di riferimento per le politiche di valorizzazione dell'Appia, per gli investimenti da garantire e per la governance da costruire?
R. Da Sindaco prima con una delibera di Giunta e poi con il Ministero abbiamo sostenuto la candidatura della Via Appia patrimonio Unesco, arrivando al riconoscimento.
La Regione deve essere parte integrante del comitato di gestione e favorire con risorse proprie la valorizzazione della via Appia.
La Xylella, purtroppo, ha provocato l'abbattimento di tantissimi ulivi, anche nella bellissima piana degli ulivi secolari. La Regione ha avuto varie lacune sull'argomento. Come pensate che debba intervenire, visto che l'infezione è arrivata fino nel foggiano?

R. Da Presidente della Provincia ho finanziato una importante esperienza di contrasto alla Xylella nell’istituto agrario di Ostuni, basata sul metodo del Prof. Scortichini che ha dato notevoli risultati, attestati anche da numerose pubblicazioni scientifiche.
La Regione deve prenderne atto, sostenerle come buone pratiche e accompagnare tutto il mondo dell’agricoltura con finanziamenti e sostegni. Inoltre corriamo il serissimo rischio che la Xylella inizia ad attaccare anche la vite. Occorre costruire una reale task force con competenze scientifiche ed agronomiche per contenere i danni che possono essere prodotti.
Il turismo nella provincia di Brindisi si va sempre più destagionalizzato, ovviamente, in primo luogo, in quelle che sono le principali località che attirano questo flusso turistico. Sono stati istituiti Distretti turistici e Distretti commerciali ma è necessario che tutti gli strumenti e le politiche di promozione del turismo siano coordinate e supportate da adeguate risorse finanziarie.
Quale deve essere il ruolo della Regione?
R. La Regione deve ovviamente non solo coordinare ma imprimere attraverso la sua Agenzia Puglia
Promozione un percorso di virtuoso che possa anche destagionalizzare i flussi turistici.
La politica urbanistica deve ritrovare una rappresentanza assessorile nella giunta della regione Puglia. Anche per la provincia di Brindisi è necessario portare avanti i piani urbanistici generali, i piani di rigenerazione, i piani comunali costieri e mettere completamente da parte storture quali il Piano casa. Condividete questi obiettivi e come intendete portarli avanti?
R. La pianificazione del nostro territorio, la salvaguardia del paesaggio con la conferma del PPTR, i piani di rigenerazione urbana sono indispensabili.
Occorre ricondurre ad unità tutti questi temi con una legge regionale.

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