BRINDISI : NON LASCIAMO SPAZIO AL RAZZISMO
venerdì 14 novembre 2025
DOMANI, Sabato 15 novembre alle ore 16.00 invitiamo a partecipare al sit-in pubblico organizzato da 25 associazioni per dire che né a Brindisi né altrove c'è spazio per la violenza e il razzismo.Il ritrovo è in Piazza Crispi, antistante la stazione, da dove ci muoveremo per raggiungere Piazza Cairoli.
Nei giorni scorsi, una ventina di ragazzi incappucciati cercavano arabi, li hanno trovati e due giovani stranieri sono stati selvaggiamente picchiati.
Le aggressioni sono avvenute ai danni di un ragazzo egiziano in stazione e, a distanza di pochi giorni, di un ragazzo algerino all'interno di un'attività di money transfer in pieno centro.
Questo è accaduto a Brindisi, città che un tempo era simbolo di accoglienza e solidarietà.
Non si tratta di episodi isolati: siamo di fronte agli effetti di un razzismo ormai sdoganato, che si manifesta nelle strade, nei discorsi, nei telegiornali e sui social.
Razzismo legittimato dal tema della sicurezza, che apre i telegiornali, chiude ogni discussione e giustifica ogni abuso.
Ma questa “sicurezza” non protegge: divide, instilla la paura, trasforma i poveri in nemici e gli stranieri in bersagli. 🎯
È così che lavoratori migranti, occupati nei campi, nella ristorazione, nell’edilizia, spesso vivono in insediamenti informali ai margini della città, senza diritti e senza servizi, diventando la minaccia da cui difendersi.
E ancora, è così che Brindisi da città dell’accoglienza solidale diventa la città che “accoglie” i lavoratori migranti in tendopoli, a due passi dal centro, o negli insediamenti informali sparsi nelle campagne, o nel CARA di Restinco, da dove ogni giorno sono costretti a raggiungere i luoghi di lavoro in bicicletta o con mezzi di fortuna. 🚲
È il paradosso più crudele: si abbandonano le persone e poi si usa quella condizione di marginalità ed invisibilità per giustificare il razzismo e l’intolleranza.
Il razzismo si fa sistema, occupa le parole, le norme, le abitudini.
Un razzismo che non si vergogna più, perché legittimato – non solo tollerato – da chi governa.
Le aggressioni avvenute a Brindisi sono l’espressione di una deriva: giovani italiani che si organizzano in bande, incappucciati, fomentati da un discorso pubblico che giustifica la violenza come un’urgente legittima difesa.
Quando lo Stato arretra e la politica si fa propaganda, la violenza diventa linguaggio.
L’unico ordine pubblico da difendere è quello sancito dalla Costituzione e dai suoi principi fondanti, e si costruisce con politiche di accoglienza e diritti di cittadinanza.
Sabato 15 novembre saremo in piazza per dimostrare alla città che esistono forze democratiche, antirazziste e antifasciste che non lasceranno spazio al razzismo e alla violenza.
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