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comunicato stampa Italia Nostra, LEPA, Legambiente Brindisi, WWF

venerdì 7 giugno 2013
La velenosa nota di Ekoclub ci costringe a replicare ed a chiedere risposte al Consorzio ASI che, ad oggi non le ha ancora fornite, ed alla Provincia.

Ad Ekoclub ci limitiamo a ricordare che, fino a tutto il 2012, era ospitata nella sede di Federcaccia, la qual cosa, commentandosi da sola, non corrisponde ad interessi comuni di salvaguardia del territorio e della biosfera nella sua accezione più globale.

Ricordiamo anche che nulla ha a che vedere con la cultura ecologica, ancor prima che ambientalista, quanto affermato nella nota in merito al pensiero guida di Ekoclub e relativo, testualmente, che chi guida l’associazione è: “ l'idea "antropocentrica" del mondo che riconosce all'uomo il diritto di sfruttare le ricchezze della natura unicamente per motivi alimentari, sociali, ludici etc., ma che non lo autorizza a distruggere la vita”.

In ecologia non esiste una visione “antropocentrica”, anzi è contraria alla interpretazione della “sostenibilità” intesa questa come mantenimento e miglioramento degli equilibri naturali, tanto più se legata, come afferma Ekoclub, allo sfruttamento delle risorse ambientali e/o animali.

L’uomo è il primo responsabile del degrado e del depauperamento delle risorse e della scomparsa di specie vegetali ed animali, in gran parte, in questo ultimo caso, connesse alla caccia, certamente non concepibile come “sport” se non da chi ha dell’ambiente una visione “occlusa” ed ancor meno può vantare di essere l’elemento essenziale per la ricerca degli equilibri tipici di una “impronta ecologica” sostenibile.

I concetti di limite e di sostenibilità vanno nella direzione della salvaguardia degli equilibri nella biosfera e negli ecosistemi e sono patrimonio della cultura ecologica, ancor prima che ambientalista, da oltre trenta anni ma, almeno per quel che traspare nella nota citata, sembrano del tutto sconosciuti ad Ekoclub.

Per quel che riguarda la rappresentatività sul territorio delle Associazioni, gli Organi di informazione sanno bene che quanto rappresentato come attività in quattro anni dalla sede provinciale di Ekoclub, viene svolto in meno di un anno da solo uno dei Circoli comunali delle scriventi Associazioni e con argomentazioni che hanno una visione ben più ampia della mera e sola ricerca di corsi di formazione e/o di aggiornamento per guardie venatorie, zoofile ed anche ecologiche.

Ekoclub fa trasparire dalla stizzita nota quanto sussista la loro “valenza” in termini di numeri e non in termini di documentata attività che, per le Associazioni scriventi, sono riconducibili ad oltre trenta anni di volontariato.

In merito al numero di iscritti ad Ekoclub, andrebbe verificato quante iscrizioni corrispondano alla mera partecipazione a questi corsi o al possesso di patentini (di guardie ecologiche, venatorie o più semplicemente per l’attività di caccia?)

Le scriventi Associazioni agiscono in piena autonomia e senza alcun collateralismo politico-istituzionale e sono sotto gli occhi di tutti le innumerevoli iniziative realizzate assieme alle Istituzioni e finalizzate alla salvaguardia del territorio e sempre accompagnate da proposte operative: altro che “ambientalisti del NO” come sostengono coloro che rispondono esclusivamente ad interessi propri e/o estranei a quelli del territorio e della comunità locale.

Mai le innumerevoli iniziative intraprese a salvaguardia degli interessi “diffusi”, per i quali le Associazioni sono da oltre 30 anni portatrici, hanno visto la presenza di Ekoclub, cacciatori e loro Associazioni nelle manifestazioni partecipate anche da innumerevoli concittadini.

All’Amministrazione Provinciale chiediamo di chiarire, pubblicamente e nello stesso tempo alla Procura della Repubblica ed alla Magistratura contabile alle quali la presente viene trasmessa corredata della nota di Ekoclub a firma del responsabile provinciale, le ragioni per cui, dopo aver fatto regolarmente svolgere circa venti anni fa un corso per guardie ecologiche volontarie, frequentato da numerosissimi giovani che venivano da esperienze ambientaliste documentate, come da richiesta dell’Ente, abbia nel 2007 avviato, con le medesime modalità del precedente, un nuovo corso per guardie ecologiche volontarie, non portandolo a termine, come nel primo caso, con l’esecuzione delle prove finali d’esame ed il rilascio degli attestati, per poi sostenere e legittimare il corso organizzato da Ekoclub.

I due corsi indetti e fatti svolgere dall’Amministrazione Provinciale di Brindisi avevano un iter amministrativo regolare ed una copertura finanziaria riveniente da fondi messi a disposizione dallo stesso Ente.
Sui due corsi della Provincia e sulla legittimazione di quello di Ekoclub, sull’istruttoria e sugli atti amministrativi degli organi tecnici e politici responsabili sono necessari chiarimenti dell’Amministrazione Provinciale e le verifiche sulla regolarità delle procedure e dell’uso dei finanziamenti pubblici, fermo restando che, dal punto di vista etico, appare incredibile che compiti d’ufficio ed attese di decine di giovani brindisini, tutti in possesso di documentata attività ambientalista, siano state eluse per favorire “l’attività di un soggetto privato” quale è Ekoclub.
Italia Nostra, LEPA, Legambiente Brindisi Circolo "T. Di Giulio", WWF

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