Debutto dello spettacolo “Kater I Rades Secondo movimento”
lunedì 24 marzo 2014
Il prossimo martedì 25 marzo, alle ore 12,00 si svolgerà presso la Sala Conferenze di Palazzo Nervegna (Brindisi) la conferenza stampa di presentazione dello spettacolo Kater I Rades Secondo Movimento, la nuova produzione teatrale della compagnia Thalassia. Uno spettacolo che da il via alla nascita del Museo della Memoria Migrante di Brindisi. Il debutto si terrà negli spazi del Centro Culturale e Residenza Teatrale Santa Chiara (via Santa Chiara, 1) i prossimi venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 marzo alle ore 21.Partecipano alla conferenza stampa: Mimmo Consales (Sindaco di Brindisi), Carmelo Grassi (Presidente Teatro Pubblico Pugliese) e Luigi D'Elia (Direttore artistico Cooperativa Thalassia).
Lo spettacolo segna l’avvio delle azioni rivolte alla realizzazione del Museo della Memoria Migrante a Brindisi. Il Museo è al centro di un progetto culturale e civile nato dal recupero del motore e delle parti lignee della motovedetta albanese naufragata nel Canale d’Otranto nel 1997 e diventata simbolo del rapporto tra Brindisi e l’Italia intera, rispetto al Mediterraneo e alla sua memoria migrante, dall’esodo del '91 fino al suo attuale ruolo nei flussi migratori mediterranei.
Il progetto è curato dalla Compagnia Thalassia nell’ambito della residenza teatrale di Mesagne finanziata dalla Regione Puglia con fondi europei (Fesr 2007/2013) attuata con il Teatro Pubblico Pugliese e in collaborazione, tra gli altri, con il Comune di di Brindisi.
Kater I Rades Secondo movimento (di Francesco Niccolini con Fabrizio Saccomanno e Fabrizio Pugliese) nasce dalla tragica vicenda della motovedetta albanese Kater I Rades che, il 28 marzo 1997, affondò nel canale d’Otranto dopo lo scontro con la corvetta della Marina Militare Italiana Sibilla. A bordo, più di cento uomini, donne e bambini che tentavano di raggiungere l’Italia, in fuga dalla guerra civile. Se ne salvarono una trentina. Tra cadaveri e dispersi mai più ritrovati, furono 81 le vittime albanesi.
Il debutto è la prima importante tappa di un lungo viaggio che ha portato al recupero del motore e delle parte lignea della motovedetta: centinaia di assi lunghe un metro e mezzo, pesanti, rugose, segnate da un anno in fondo al mare, da dieci anni di abbandono nel porto di Brindisi, e dallo strazio delle vite perdute. Parte dei legni è in corso di restituzione al Governo albanese mentre la restante parte si trova a Brindisi e verrà destinata al centro culturale Santa Chiara dove sorgerà il Museo della Memoria Migrante. Alcune decine delle assi della Kater infine, e una quantità incredibile di serrature, danno corpo alla scena dello spettacolo. Uno spettacolo che non prova nemmeno a ricostruire i fatti, ma nel quale l'obiettivo è la pancia e il cuore, le illusioni e le speranze, le menzogne, il diritto di cittadinanza, che cosa vuol dire essere straniero e che cosa è la patria, semplicemente in nome di un modo più civile di affacciarsi – tutti – sullo stesso mare.
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