Fondazione Di Giulio sul Consiglio Comunale monotematico
lunedì 27 gennaio 2014
Seconda parte del Consiglio Comunale monotematico.
Brindisi, il 31 Gennaio, si appresta a vivere una “giornata particolare”.
La seconda parte del Consiglio Comunale monotematico potrebbe riscrivere la storia di questa città e iniziare quel percorso virtuoso a lungo auspicato.
La tutela ambientale, per i Cittadini Europei, è un diritto cui aspirare che deriva direttamente dall’art. 37 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Non è qualcosa da cui si possa prescindere: per Brindisi è un bisogno urgente e pressante.
I dati inquietanti di questo territorio, ambientali e sanitari, non lasciano alternative.
Nel Congresso Internazionale “Impatto ambientale” organizzato a Brindisi, nel 1984, il Dott. Di Giulio, nel Suo intervento, disse: “Il Comitato oncologico Regionale ha assegnato a Brindisi l’osservatorio epidemiologico regionale dei tumori e si è deciso anche di istituire a Brindisi il registro dei tumori. Lo si è deciso per le implicanze cui andrà incontro il nostro ecosistema ambientale in rapporto ai massicci insediamenti carboenergetici” e ancora “la vicenda del carbone comporterà rischi sicuri e grossissimi per il futuro del nostro territorio. La più grossa risorsa economica, il porto, sarà condannato ad essere PORTO NERO. Il turismo e l’agricoltura andranno a farsi benedire”.
Già nel 1982, l’ISTAT indicava dati preoccupanti per Brindisi e Lecce per incidenza di mortalità per cancro al polmone. A distanza di trenta anni abbiamo aggiunto malformazioni neonatali (certificati dal CNR di Pisa e Lecce, dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima di Bologna e di Lecce, dall’Unità Operativa di Neonatologia dell’Ospedale Perrino di Brindisi), tumori di ogni tipo, aumento delle allergie e ci chiediamo ancora di chi siano le responsabilità.
Un articolo dell’Espresso di due settimane fa titolava “Brindisi colpita al cuore”.
Sicuramente, gli insediamenti industriali hanno fatto passi importanti a livello tecnologico per migliorare la situazione, ma non è ancora sufficiente per ammortizzare il danno compiuto in questi anni. I danni non sono da monitorare ma da prevenire. La Fondazione Di Giulio, pertanto, ribadisce quanto richiesto in Consiglio Comunale il 24 u.s.:
1. Accantonare definitivamente il progetto presentato da A2A Edipower;
2. Smantellamento e bonifica dei gruppi 1 e 2 di Brindisi Nord;
3. Coinvolgere il Governo Nazionale e Regionale per salvaguardare i lavoratori;
4. Riduzione della quantità di carbone bruciato nella Centrale di Cerano;
5. Riapertura dell’Autorizzazione Integrata ambientale e valutazione del danno sanitario con Valutazione Impatto ambientale;
6. Confermare il NO già espresso dal Consiglio Comunale di Brindisi alla Tap.
La parola e le decisioni, passano agli Amministratori di questa città: hanno l’obbligo morale e civile di decidere quello sviluppo che non costringa a scegliere fra salute e lavoro. Devono far sì che la tutela di questi diritti fondamentali e inviolabili non siano in contrapposizione.
Comunicato Stampa “Fondazione Tonino Di Giulio”
Brindisi, il 31 Gennaio, si appresta a vivere una “giornata particolare”.
La seconda parte del Consiglio Comunale monotematico potrebbe riscrivere la storia di questa città e iniziare quel percorso virtuoso a lungo auspicato.
La tutela ambientale, per i Cittadini Europei, è un diritto cui aspirare che deriva direttamente dall’art. 37 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Non è qualcosa da cui si possa prescindere: per Brindisi è un bisogno urgente e pressante.
I dati inquietanti di questo territorio, ambientali e sanitari, non lasciano alternative.
Nel Congresso Internazionale “Impatto ambientale” organizzato a Brindisi, nel 1984, il Dott. Di Giulio, nel Suo intervento, disse: “Il Comitato oncologico Regionale ha assegnato a Brindisi l’osservatorio epidemiologico regionale dei tumori e si è deciso anche di istituire a Brindisi il registro dei tumori. Lo si è deciso per le implicanze cui andrà incontro il nostro ecosistema ambientale in rapporto ai massicci insediamenti carboenergetici” e ancora “la vicenda del carbone comporterà rischi sicuri e grossissimi per il futuro del nostro territorio. La più grossa risorsa economica, il porto, sarà condannato ad essere PORTO NERO. Il turismo e l’agricoltura andranno a farsi benedire”.
Già nel 1982, l’ISTAT indicava dati preoccupanti per Brindisi e Lecce per incidenza di mortalità per cancro al polmone. A distanza di trenta anni abbiamo aggiunto malformazioni neonatali (certificati dal CNR di Pisa e Lecce, dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima di Bologna e di Lecce, dall’Unità Operativa di Neonatologia dell’Ospedale Perrino di Brindisi), tumori di ogni tipo, aumento delle allergie e ci chiediamo ancora di chi siano le responsabilità.
Un articolo dell’Espresso di due settimane fa titolava “Brindisi colpita al cuore”.
Sicuramente, gli insediamenti industriali hanno fatto passi importanti a livello tecnologico per migliorare la situazione, ma non è ancora sufficiente per ammortizzare il danno compiuto in questi anni. I danni non sono da monitorare ma da prevenire. La Fondazione Di Giulio, pertanto, ribadisce quanto richiesto in Consiglio Comunale il 24 u.s.:
1. Accantonare definitivamente il progetto presentato da A2A Edipower;
2. Smantellamento e bonifica dei gruppi 1 e 2 di Brindisi Nord;
3. Coinvolgere il Governo Nazionale e Regionale per salvaguardare i lavoratori;
4. Riduzione della quantità di carbone bruciato nella Centrale di Cerano;
5. Riapertura dell’Autorizzazione Integrata ambientale e valutazione del danno sanitario con Valutazione Impatto ambientale;
6. Confermare il NO già espresso dal Consiglio Comunale di Brindisi alla Tap.
La parola e le decisioni, passano agli Amministratori di questa città: hanno l’obbligo morale e civile di decidere quello sviluppo che non costringa a scegliere fra salute e lavoro. Devono far sì che la tutela di questi diritti fondamentali e inviolabili non siano in contrapposizione.
Comunicato Stampa “Fondazione Tonino Di Giulio”
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