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Il diritto al lavoro è importante quanto il diritto alla vita

lunedì 13 agosto 2012
Il diritto al lavoro è importante quanto il diritto alla vita

Venerdì 17 Agosto tre ministri del governo Monti si recheranno a Taranto ma non riusciamo a capire la vera motivazione di questa visita. Intimimidire la magistratura, intimidire gli operai, intimidire gli ambientalisti?
Speriamo che il buon senso prevalga, sia alivello di istituzioni che di maestranze sindacali e che si consenta quella bonifica e rinascita di una splendida città con un porto eccezionale, schiacciata da cinquantennali fumi di morte.
Intanto approda il 4 settembre alla commissione Attività Produttive della Camera il decreto sull'Ilva già pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale. Relatore del provvedimento che riguarda anche le bonifiche ambientali dell'area jonica sarà il parlamentare tarantino Ludovico Vico del Pd che sull'iter del decreto annuncia "tempi celeri".

Considero il Decreto Legge su Taranto un passaggio importantissimo, ha un enorme valore politico, ma è tutt'altro che un punto di arrivo. Ora, il Parlamento deve continuare ad affrontare il tema delle risorse, occorre impegnare somme non simboliche per bonificarne quartieri, suoli, falda e mare". Così il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, commenta il Decreto Legge su Taranto che è vigente da oggi.

Le associazioni ambientaliste esigono senza mezzi termini il blocco di qualsiasi attività nello stabilimento siderurgico.
Prima il decreto di sequestro del gip e poi l'ordinanza del tribunale del Riesame, che ha confermato il provvedimento, continuano a dividere la città.
"L'ordinanza del Tribunale del Riesame non autorizza l'Ilva a continuare a produrre" sottolineano Fabio Matacchiera e Alessandro Marescotti, esponenti del Fondo Antidiossina Onlus Taranto e dell'associazione Peacelink. Di conseguenza "nei prossimi giorni l'azienda dovrà cessare la produzione, mantenere gli impianti in stand-by e avviare i lavori tecnici 'per eliminare le situazioni di pericolo'", così come indicato nel provvedimento. Per gli ambientalisti "una interpretazione letterale non consente equivoci" perché "non si parla mai di facoltà d'uso per produrre ma per realizzare misure tecniche che eliminino situazioni di pericolo. Se si continua a produrre le situazioni di pericolo si perpetuano". Gli ambientalisti annunciano che se l'Ilva dovesse continuare a produrre violando, a loro parere, il provvedimento della magistratura, avvieranno una raccolta di firme per consegnare un esposto alla Procura.
Nel frattempo sarà consegnato ai magistrati "un dossier tecnico" per dimostrare che l'attuale cokeria dell'Ilva "é troppo pericolosa", è "strutturalmente inadeguata" e troppo vicina al rione Tamburi, per cui non si potrebbero neppure eseguire aggiornamenti tecnici.


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