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ILVA : chiuda per sempre e liberi la città

martedì 27 novembre 2012
ILVA : chiuda per sempre e liberi la cittàEditoriale di Daniela D'Alò
C'è l'ambiente in primo piano quest'oggi.
Non possiamo non parlare dell'ILVA e della ennesima bufera giudiziaria che ha travolto i dirigenti e alcuni amministratori e politici stando alle intercettazioni telefoniche diffuse dagli organi di stampa.
La guardia di finanza ha eseguito una serie di arresti tra i dirigenti dell'azienda che, stando all'ordinanza del GIP, avevano concordato con le istituzioni locali e regionali il da farsi per la sopravvivenza dell'azienda, con tanto di occultamento delle prove di inquinamento e disastro ambientale. E' saltato fuori anche il nome di Vendola e Bersani che avrebbero ricevuto “suggerimenti” a intervenire uno nei confronti di ARPA Puglia e l'altro nei confronti del senatore PD Roberto Della Seta, capogruppo in commissione ambiente, che accusava il governo di aver prorogato l'entrata in vigore del limite di alcune sostanze nocive per fare un “dono” all'ILVA di Taranto.
Insomma ce n'è per mandare in crisi governi centrali, regionali, consigli comunali, eppure quello che ritroviamo oggi in prima pagina su quasi tutti i quotidiani di tiratura nazionale e locale, tranne pochi coraggiosi, è la decisione dell'azienda  di chiudere i battenti, con conseguente mandata a casa di circa 5000 operai.
Cosa sicuramente sconcertante ma non più della scoperta di una "cupola" che ha continuato, negli anni, a barattare la produzione e gli interessi economici con la morte degli abitanti di Taranto.
A questo punto anche i sindacati dovrebbero impegnare le loro energie per richiedere  i dovuti risarcimenti a operai e cittadini e per un cambio di rotta nel piano di sviluppo della città di Taranto e non per volere, a tutti i costi, mantenere in vita una fabbrica di morte. Si assumano finalmente le proprie responsabilità.


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