In difesa della provincia di Brindisi, nonostante il maltempo
lunedì 19 novembre 2012
Oggi alle 18.30 si svolgerà una grande manifestazione popolare in difesa della provincia di Brindisi e dei diritti dei cittadini.
Brindisi Bene Comune, una delle associazioni politiche organizzatrici, propone a tutti i cittadini di Brindisi di unirsi "contro una legge sbagliata nei suoi principi ispiratori che non può che produrre iniquità e danni per i territori più deboli e calpestare i diritti dei suoi cittadini. Brindisi si è vista in questi ultimi anni privata di molte realtà (Banca d’Italia, il 32° stormo dell’Aeronautica, il SAR, ecc.) ciò ha significa la perdita di servizi importanti e un conseguente problema occupazionale che con la soppressione della nostra provincia aumenterà esponenzialmente rendendo il nostro territorio, già in forte crisi, più povero.
Per questo, per la difesa di questi servizi e dei nostri diritti, occorre difendere con determinazione la nostra provincia.
Su questa questione si è fatta molta confusione e si corre il rischio di procurare danni irreversibili: si tende ad accettare supinamente una legge iniqua.
Non vi è alcuna urgenza nello scegliere a quale provincia accorparsi, vi è ancora sufficiente tempo per decidere, per ascoltare il pensiero dei cittadini e difendere la nostra provincia. Non c’è battaglia più persa di quella che non si combatte.
Per questi motivi i consiglieri Giovanni Brigante, Roberto Fusco e Riccardo Rossi hanno presentato la richiesta per differire la convocazione del Consiglio comunale proprio per dare modo ai cittadini di manifestare il loro pensiero.
Invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione indetta per lunedì 19 novembre prossimo che alle 18.30 partirà da piazza Cairoli giungendo alla sede Municipale. Chi ha a cuore il destino di Brindisi, i propri diritti non può esimersi dal difenderli.
Questa manifestazione, organizzata in pochissimi giorni, non è conclusiva della protesta che continuerà in ogni forma consentita dalla democrazia."
Brindisi Bene Comune, una delle associazioni politiche organizzatrici, propone a tutti i cittadini di Brindisi di unirsi "contro una legge sbagliata nei suoi principi ispiratori che non può che produrre iniquità e danni per i territori più deboli e calpestare i diritti dei suoi cittadini. Brindisi si è vista in questi ultimi anni privata di molte realtà (Banca d’Italia, il 32° stormo dell’Aeronautica, il SAR, ecc.) ciò ha significa la perdita di servizi importanti e un conseguente problema occupazionale che con la soppressione della nostra provincia aumenterà esponenzialmente rendendo il nostro territorio, già in forte crisi, più povero.
Per questo, per la difesa di questi servizi e dei nostri diritti, occorre difendere con determinazione la nostra provincia.
Su questa questione si è fatta molta confusione e si corre il rischio di procurare danni irreversibili: si tende ad accettare supinamente una legge iniqua.
Non vi è alcuna urgenza nello scegliere a quale provincia accorparsi, vi è ancora sufficiente tempo per decidere, per ascoltare il pensiero dei cittadini e difendere la nostra provincia. Non c’è battaglia più persa di quella che non si combatte.
Per questi motivi i consiglieri Giovanni Brigante, Roberto Fusco e Riccardo Rossi hanno presentato la richiesta per differire la convocazione del Consiglio comunale proprio per dare modo ai cittadini di manifestare il loro pensiero.
Invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione indetta per lunedì 19 novembre prossimo che alle 18.30 partirà da piazza Cairoli giungendo alla sede Municipale. Chi ha a cuore il destino di Brindisi, i propri diritti non può esimersi dal difenderli.
Questa manifestazione, organizzata in pochissimi giorni, non è conclusiva della protesta che continuerà in ogni forma consentita dalla democrazia."
Mentre in un comunicato del comitato cittadino "Amici della Provincia" si legge : "Brindisi è fra le cinque città italiane che è stata capitale d’Italia. Pertanto, si potrebbe presentare, da parte dei nostri parlamentari, un emendamento in deroga del Decreto Governativo, che salvi la nostra città capoluogo con la sua provincia.
I nostri parlamentari dovrebbero attivarsi, contattando i propri colleghi delle altre 35 province da sopprimere, perché tutti insieme possano votare contro il decreto in questione.
In questo modo,si potrà verificare chi voterà a favore della riconferma della propria poltrona, o invece a favore degli interessi del proprio territorio".
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