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Legambiente Brindisi su Consiglio comunale 17 marzo

venerdì 14 marzo 2014
Legambiente Brindisi su Consiglio comunale 17 marzo Legambiente Brindisi nota che si giunge al Consiglio comunale monotematico sull’energia in ordine sparso e che nessuno abbia assunto o richiesto nei tempi prescritti gli atti formali riguardanti la presentazione delle osservazioni sul progetto Edipower - A2A ed il rispetto delle procedure previste dal Patto dei sindaci per l’energia sostenibile in Europa.

In merito alla centrale Brindisi Nord oggi l’unico “atto riparatorio” possibile è quello di concordare con la Regione Puglia e con la Provincia di Brindisi, l’unica che ha presentato, come ha fatto Legambiente, le osservazioni, un’azione comune che porti in Conferenza di servizi a formalizzare e sostenere tecnicamente la contrarietà al progetto di co-combustione di carbone e CSS.

In merito alla proposta di riqualificazione dell’area suddetta, Legambiente ribadisce la propria posizione, che prevede di coinvolgere i lavoratori e la società Edipower –A2A nello smantellamento dell’impianto (è anche a carico della stessa la bonifica del sito) e nella realizzazione di un Distretto tecnologico dell’energia rinnovabile che veda un settore di ricerca (facendo in esso confluire i tanti soggetti del territorio, e non solo, che conducono studi e sperimentazioni avanzate anche con il ricorso a nanotecnologie), un settore destinato all’assistenza tecnica ed alla commercializzazione nel campo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza e del risparmio energetico, ed un impianto solare termodinamico da porre al servizio del porto e degli insediamenti civili vicini. Si propone di costruire un altro impianto termodinamico, previa verifica della effettiva disponibilità e titolarità dei suoli, nell’area industriale al posto di quello fotovoltaico mai realizzato.

Questo impianto dovrebbe fornire energia elettrica alle imprese della zona senza ricorrere a contrattazioni al ribasso, sui costi di fornitura in rete, ma come primo passo della realizzazione di quell’Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA) che, sulla base dei principi e degli obiettivi di smart economy, veda le imprese protagoniste della gestione della politica industriale sostenibile e non dissipatrici di risorse territoriali o fornitrici di servizi non sempre efficienti.

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