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Legambiente :il futuro di Brindisi è nelle APEA

martedì 9 aprile 2013
Legambiente :il futuro di Brindisi è nelle APEASi chiamano APEA : Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate. Possono costituire il futuro della zona industriale di Brindisi. Lo ha affermato Legambiente nel corso del convegno sul tema : "Proposte per una economia sostenibile tenutosi presso Palazzo granafei-Nervegna.
Si è trattato di dare risposte agli interrogativi che nello scorso febbraio erano stati posti dalla stessa Legambiente che aveva riscontrato con un dossier dettagliato le criticità produttive e ambientali degli insediamenti industriali brindisini.
Nel corso dell'incontro sono state avanzate proposte concrete di riconversione e riqualificazione dell'area industriale tramite le APEA con analisi degli aspetti normativi e delle modalità di attivazione.Le APEA hanno il pregio di minimizzare gli impatti negativi sull’ambiente grazie ad una gestione sostenibile delle risorse impiegate per la produzione. Rappresentano sia un valido strumento di valorizzazione economico-ambientale del territorio, sia un’operazione strategica per la crescita della competitività del sistema produttivo. Inoltre, la gestione ambientale diventa un obiettivo condiviso dalle imprese insediate nell’area, che basano il loro rapporto di collaborazione sul dialogo e sulla condivisione delle esperienze positive.Le APEA trasformano la visione attuale delle aree industriali in luoghi di elevata qualità architettonica ed ecocompatibilità. Non più aree marginali e slegate dal contesto urbano, ma vere e proprie risorse, partecipi dei flussi che coinvolgono le città, se non addirittura generatrici di investimenti ed occupazione.
Nel corso del convegno sono stati illustrati anche progetti di riconversione di insediamenti già esistenti come quello della centrale a carbone Federico II che potrebbe diventare una centrale solare termodinamica come quella di Priolo (Si) in Sicilia.
La centrale Archimede è la prima al mondo ad usare i sali fusi come fluido termovettore ed è anche la prima al mondo a integrare un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico per la produzione di energia elettrica.

Archimede è in grado di raccogliere e conservare per molte ore l’energia termica del sole per poterla usare per generare energia elettrica anche di notte o quando il cielo è coperto. In questo modo viene superato il limite tipico di questa fonte rinnovabile: il fatto di poterla usare solo quando la natura la rende disponibile.

Il solare termodinamico è una tecnologia che utilizza una serie di specchi parabolici per concentrare i raggi del sole su tubazioni percorse da un fluido. Questo, raccolto in appositi serbatoi, può essere utilizzato per alimentare un generatore di vapore. Il vapore ad alta temperatura e pressione muove le turbine dell’adiacente centrale a ciclo combinati e produce energia elettrica quando serve, risparmiando combustibile fossile.
La speciale tecnologia utilizzata nell’impianto di Priolo è stata sviluppata dall'Enea.
I sali fluidi utilizzati sono composti da una miscela di nitrati di sodio e potassio che hanno la proprietà di accumulare il calore per tempi prolungati.
La capacità dell’impianto solare centrale è di circa 5 MW di energia elettrica, con un risparmio all'anno di 2.100 tonnellate equivalenti di petrolio, riducendo le emissioni di anidride carbonica per circa 3.250 tonnellate.

La presenza delle istituzioni al convegno di Legambiente è stata assicurata dal Vice-Sindaco Enzo Ecclesie.


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