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L’età normanna in Puglia

martedì 26 aprile 2016
L’età normanna in Puglia
Aprile, 28 – Inizio ore 17.30. Accoglienza ore 17.15.

IV Incontro di studi
L’età normanna in Puglia
Il cammino dei pellegrini nelle terre del sole
Brindisi. Hotel Palazzo Virgilio

“Quando si va verso un obiettivo, è molto importante prestare attenzione al cammino. E’ il cammino che ci insegna sempre la maniera migliore di arrivare, ci arricchisce mentre lo percorriamo, bisogna saper trarre da quello che siamo abituati a guardare tutti i giorni i segreti, che a causa della routine, non riusciamo a vedere”.
PAULO COELHO, Il cammino di Santiago

La lunga via dei pellegrini aveva uno snodo di eccezionale importanza nello scalo portuale di Brindisi, il principale per quanti si dirigessero verso oriente. “Caput terrarum maritimarum Apuliae” è definita la città da Federico II e nel mappamondo di Hyggeden del 1360 si afferma: “Apulia, cujus metropolis est Brundision, per istam navigatur in terram sanctam”. Il viaggio, nella sua dimensione spirituale evoca, come ha scritto Monica D'Atti , “Passi nella polvere, impronte di un cammino, traccia di un pensiero, di un sogno, di una meta da raggiungere. La nostra vita, il nostro pellegrinaggio su questa terra, lo splendido gioco del cercare l'orizzonte lontano che nasconde la luce dell'alba e del tramonto, del Dio che è venuto e che verrà.
Cosa cerchiamo al momento della nostra partenza, quale forza muove i nostri passi, quali spalle sostengono il nostro zaino? Infinite strade ci portano sulla strada, infinite immagini e il desiderio di trovare, finalmente.
Il desiderio di trovare, la curiosità della strada, la tensione verso qualcosa che si può trovare lungo il cammino è insita in ogni viaggio”. Come nell'esperienza del labirinto, che nella simbologia cristiana rappresenta l'iter sacro, il pellegrino si trova in una dimensione difficile, faticosa, pericolosa ma circoscritta e con un centro a quale tendere. Il suo andare, comunque costellato di errori e passi falsi, lo porta a cercare e conquistare quel centro che lui sa esistere; quello stesso centro che nelle spire del labirinto sembra a volte essere vicino e prossimo al raggiungimento e poi scompare dietro un'altra piega. Ma il pellegrino sa che alla fine arriverà. L'esperienza non sta in quello su cui ha camminato, ma in quello che ha imparato. La sua strada, se ha come meta Gerusalemme, lo condurrà a Brindisi ove nella chiesa del Santo Sepolcro ha già una viva immagine dei luoghi santi;aandare in Terra Santa significa cercare l’incontro col Cristo lì dove le pietre parlano della sua storia. Un iter peregrinorum ha bisogno di una struttura ospitaliera di sostegno. Il pellegrino aveva bisogno di appoggiarsi a un sistema assistenziale; nasce, lungo quelle che andiamo delineando come vie di pellegrinaggio, una rete articolata di strutture che accoglievano, curavano e orientavano il viandante. Questi luoghi di assistenza si trovano lungo le principali strade medievali e costituiscono il fattore più sicuro per determinare l’uso peregrinatorio di una strada. Si infittiscono, non casualmente, nell’area di Brindisi ove erano tutti i grandi ordini monastico-cavallereschi. Basterà qui ricordare quelli di San Giovanni, del Tempio, di San Lazzaro, dei Teutonici, del Santo Sepolcro ciascuno con le proprie case, chiese, ospedali, naviglio.
INDIRIZZI DI SALUTO
MARCO BENVENUTO
Presidente Rotary Club Brindisi Appia Antica
GIACOMO CARITO
Vicepresidente della Società di Storia Patria per la Puglia

PROLUSIONE


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