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NOTA DEL CONSIGLIERE REGIONALE GIOVANNI EPIFANI DIRETTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI, IN MERITO ALLE PROVE PER L'INGRESSO ALLE FACOLTA' A NUMERO CHIUSO

lunedì 14 aprile 2014
 "Sig. Presidente,
Le innovazioni che hanno già caratterizzato il suo Governo, suonano come buon auspicio affinchè l’Italia possa ritornare ad essere un Paese all’insegna della crescita e della modernità.
Tanti sono i problemi da risolvere e tra questi sostenere tutte una serie di attività volte a garantire la crescita culturale della nostra gente, ma soprattutto dei nostri giovani, giovani alla ricerca sempre più difficile di un lavoro che possa rivelare le capacità e l’ingegno che da sempre ha caratterizzato il nostro Paese.
Ed a tal proposito giova ricordare che solo l'Italia limita diritto allo studio, ed un impegno che il Governo dovrebbe perseguire è quello di garantire la libertà d'accesso alle università pubbliche.
Suona come un'assurdità che non può convivere in uno Stato democratico. Spero, pertanto, che il Governo da Lei presieduto possa decidere, finalmente, di eliminare il test d'ingresso previsto per alcune lauree, un meccanismo che viola palesemente quei principi di pari opportunità e di libero accesso all'istruzione previsti dalla nostra Costituzione.
Il cosiddetto numero chiuso è un'eccezione tutta italiana che ad oggi ha prodotto un solo vantaggio: un enorme giro di affari per gli atenei che incassano gli introiti delle tasse pagate dagli studenti per sostenere il test.
Se siamo cittadini europea, ove l’Europa promuove la libera circolazione di persone, di know how e di professionalità perché il nostro Paese si ostina a sbarrare l'accesso alla professione? Perché dobbiamo formare un numero limitato di professionisti per poi costringerci ad assumere laureati di altri Paesi?
É paradossale che solo i giovani italiani non possono scegliere liberamente la propria professione, ostacolo che solo le famiglie più ricche riescono ad aggirare concedendo ai propri figli la possibilità di studiare all'estero quando in Italia il test d'ingresso non viene superato.
Senza dimenticare tutti gli errori e le negligenze che si verificano in ogni tipo di concorso e che, anche quando vengono compiuti in buona fede, gettano inevitabilmente ombre e perplessità su un meccanismo che oggi l'opinione pubblica percepisce inevitabilmente iniquo e non trasparente.
La verità è che lo Stato sta praticando una selezione delle future classi di professionisti, dando la possibilità ad alcuni e negandola ad altri. E sta inevitabilmente creando un fenomeno di delocalizzazione culturale (molti i ragazzi italiani che decidono di studiare in Paesi come Spagna, Albania, Romania) che assieme a quella economica sta privando l'Italia di tutte le risorse e le energie migliori.
Ora è arrivato,per il Governo, il momento di dare un segnale forte: eliminare il test d'ingresso affinché l'accesso allo studio, così come dice la Costituzione, sia libero e garantito a tutti, anche a coloro che non hanno i necessari mezzi economici e solo in base alle proprie capacità.
Certo di poter contare su questa inversione di rotta, per il bene soprattutto della nostra Italia, Le auguro buon lavoro."



Giovanni Epifani

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