osservatorio prevenzione amianto presso cobas
mercoledì 11 giugno 2014
QUANDO IN PUGLIA LA SORVEGLIANZA SANITARIA DEI LAVORATORI EX-ESPOSTI ALL'AMIANTO E AI CANCEROGENI?
ATTIVO A BRINDISI L'OSSERVATORIO PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE PROFESSIONALI ED AMBIENTALI “NICOLA LOVECCHIO”.
In Puglia ad oggi non sono presenti programmi di tutela dei lavoratori ex esposti ad amianto e in generale ai cancerogeni come avviene in altre realtà regionali (Veneto, Sardegna, Basilicata, ecc.) In attesa di giungere alla definizione di protocolli di sorveglianza sanitaria uniformi e condivisi come auspicato dal “Piano Nazionale Amianto” da offrire ai lavoratori, superando disomogeneità e disparità nell’offerta dei servizi sanitari constatiamo come il Sistema Sanitario Pugliese e ancor meno la ASL di Brindisi, non ha ancora dato risposte alla Legge che prevede che i lavoratori esposti in passato ad amianto, cancerogeni e mutageni possano sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa che ha comportato "esposizione”.
Tale “sorveglianza” già prevista prima dal D. Lgs 277/91 nei riguardi del rischio AMIANTO "agente con effetti a lungo termine" con il "prolungamento del controllo dopo la cessazione dell'attività comportante l'esposizione" e dal D. Lgs 626/94 anche per i rischi da CANCEROGENI E MUTAGENI, è attualmente riaffermata nel comma 6 dell'art. 242 del D. Lgs 81/08 - Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche, dei lavoratori esposti ad agenti Cancerogeni e Mutageni e dal comma 2 dell’art. 259 del D. Lgs 81/08 - Sorveglianza sanitaria per i lavoratori addetti alle opere di manutenzione, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica
Ma nulla di quanto previsto per legge è stato attuato.
In questi giorni un lavoratore della chimica prima e della cantieristica poi, non fumatore, si è visto diagnosticare un tumore al polmone in fase avanzata. Dieci anni fa su consiglio di un medico eseguì una TAC del torace che risultò nella norma, nessuno poi gli ha dato indicazioni relativamente a prescrizioni mediche da osservare ed all’opportunità di sottoporsi a successivi accertamenti sanitari nel tempo in quanto ex esposto a diversi cancerogeni tra cui l'amianto i cui effetti si possono manifestare a distanza di molti anni dalla fine dell'attività lavorativa.
Se questo lavoratore avesse avuto la possibilità innanzi tutto di essere inserito in un registro di ex esposti e quindi di poter accedere a forme di accertamenti che la legge pur aveva previsto si dal 1991, probabilmente avrebbe potuto avvalersi della possibilità di una diagnosi precoce.
Chi risponderà di questa omissione?
Chiediamo che anche in Puglia si possano istituire quanto prima sia il registro dei lavoratori attualmente esposti che quello degli ex esposti presso i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPeSAL) che attraverso l’attività epidemiologica locale, con la costruzione delle coorti di lavoratori ed ex lavorative, potranno offrire corsi di formazione sulla comunicazione del rischio, sul counseling antitabagico, sui protocolli di assistenza sanitaria e sportelli territoriali di ascolto finalizzati a dare una risposta ai quesiti sollevati da lavoratori ex o attuali esposti in merito a problematiche di natura sanitaria, previdenziale e legale.
In attesa che tutto ciò si realizzi, mentre continuiamo a chiedere all'Assessorato alla Salute della Regione Puglia di soddisfare il dettato normativo ed agli SPeSAL di vigilare sull'adozione dei registri degli esposti ai cancerogeni, informiamo a che a Brindisi presso la sede dei COBAS in Via Appia 64 è possibile ottenere informazioni dall' Osservatorio sulla prevenzione delle malattie professionali ed ambientali .
Brindisi 11.06.2014
Per il Cobas del Lavoro Privato Roberto Aprile
ATTIVO A BRINDISI L'OSSERVATORIO PER LA PREVENZIONE DELLE MALATTIE PROFESSIONALI ED AMBIENTALI “NICOLA LOVECCHIO”.
In Puglia ad oggi non sono presenti programmi di tutela dei lavoratori ex esposti ad amianto e in generale ai cancerogeni come avviene in altre realtà regionali (Veneto, Sardegna, Basilicata, ecc.) In attesa di giungere alla definizione di protocolli di sorveglianza sanitaria uniformi e condivisi come auspicato dal “Piano Nazionale Amianto” da offrire ai lavoratori, superando disomogeneità e disparità nell’offerta dei servizi sanitari constatiamo come il Sistema Sanitario Pugliese e ancor meno la ASL di Brindisi, non ha ancora dato risposte alla Legge che prevede che i lavoratori esposti in passato ad amianto, cancerogeni e mutageni possano sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività lavorativa che ha comportato "esposizione”.
Tale “sorveglianza” già prevista prima dal D. Lgs 277/91 nei riguardi del rischio AMIANTO "agente con effetti a lungo termine" con il "prolungamento del controllo dopo la cessazione dell'attività comportante l'esposizione" e dal D. Lgs 626/94 anche per i rischi da CANCEROGENI E MUTAGENI, è attualmente riaffermata nel comma 6 dell'art. 242 del D. Lgs 81/08 - Accertamenti sanitari e norme preventive e protettive specifiche, dei lavoratori esposti ad agenti Cancerogeni e Mutageni e dal comma 2 dell’art. 259 del D. Lgs 81/08 - Sorveglianza sanitaria per i lavoratori addetti alle opere di manutenzione, rimozione dell’amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica
Ma nulla di quanto previsto per legge è stato attuato.
In questi giorni un lavoratore della chimica prima e della cantieristica poi, non fumatore, si è visto diagnosticare un tumore al polmone in fase avanzata. Dieci anni fa su consiglio di un medico eseguì una TAC del torace che risultò nella norma, nessuno poi gli ha dato indicazioni relativamente a prescrizioni mediche da osservare ed all’opportunità di sottoporsi a successivi accertamenti sanitari nel tempo in quanto ex esposto a diversi cancerogeni tra cui l'amianto i cui effetti si possono manifestare a distanza di molti anni dalla fine dell'attività lavorativa.
Se questo lavoratore avesse avuto la possibilità innanzi tutto di essere inserito in un registro di ex esposti e quindi di poter accedere a forme di accertamenti che la legge pur aveva previsto si dal 1991, probabilmente avrebbe potuto avvalersi della possibilità di una diagnosi precoce.
Chi risponderà di questa omissione?
Chiediamo che anche in Puglia si possano istituire quanto prima sia il registro dei lavoratori attualmente esposti che quello degli ex esposti presso i Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPeSAL) che attraverso l’attività epidemiologica locale, con la costruzione delle coorti di lavoratori ed ex lavorative, potranno offrire corsi di formazione sulla comunicazione del rischio, sul counseling antitabagico, sui protocolli di assistenza sanitaria e sportelli territoriali di ascolto finalizzati a dare una risposta ai quesiti sollevati da lavoratori ex o attuali esposti in merito a problematiche di natura sanitaria, previdenziale e legale.
In attesa che tutto ciò si realizzi, mentre continuiamo a chiedere all'Assessorato alla Salute della Regione Puglia di soddisfare il dettato normativo ed agli SPeSAL di vigilare sull'adozione dei registri degli esposti ai cancerogeni, informiamo a che a Brindisi presso la sede dei COBAS in Via Appia 64 è possibile ottenere informazioni dall' Osservatorio sulla prevenzione delle malattie professionali ed ambientali .
Brindisi 11.06.2014
Per il Cobas del Lavoro Privato Roberto Aprile
Ricerca
Inserisci una o più parole da ricercare all'interno del nostro archivio di notizie:
Powered by Google Search
Ultime Notizie
- venerdì 27 marzo 2026
- venerdì 27 marzo 2026
- venerdì 27 marzo 2026
- giovedì 26 marzo 2026
- giovedì 26 marzo 2026
- giovedì 26 marzo 2026
- giovedì 26 marzo 2026
- giovedì 26 marzo 2026
- giovedì 26 marzo 2026





