PD:Tommaso Gioia risponde a Carmine Dipietrangelo
giovedì 13 dicembre 2012
Leggo con stupore quanto scritto da Carmine Dipietrangelo su Brindisireport, con altrettanto stupore osservo che Dipietrangelo ha risposto ad un articolo inviato da noi alla stessa testata e mai pubblicato.Sorvolando sulle testate, mi meraviglia il fatto che dopo tanti anni di politica, Dipietrangelo, riesce a trovare un mare di parole per raccontare ovvietà e ridondanza.
Il documento, mai pubblicato, sulle primarie non è affatto, come lui afferma, pleonastico, nel testo è scritto chiaramente e con semplicità, per chi vuol capire, che le regole delle primarie ci sono, non si possono inventare ogni volta a seconda delle convenienze.
Pierluigi Bersani è stato scelto candidato premier con primarie aperte a tutti, è doveroso scegliere i parlamentari con lo stesso metodo, non con gli stessi elettori.
Sono totalmente d’accordo con il fatto che i parlamentari vanno scelti senza spartizioni correntizie, o peggio imposti dall’alto, mi fa specie che questo lo sottolinei Dipietrangelo, che con questo modus operandi ha fatto la sua fortuna.
Il fatto che Dipietrangelo condivida il documento, ci lusinga, rimando al mittente la sua osservazione sul fine strumentale.
Nel documento non vi è nulla di strumentale, è stato fatto dal sottoscritto su esplicita richiesta di tanti amici, e sono in tanti quelli che hanno condiviso il nostro pensiero, inviando mail di adesione.
La differenza tra noi che abbiamo pensato il documento, sicuramente con impeto, senza farci conti di convenienza, e che a differenza chi cerca il pelo nell’uovo degli altri, noi non viviamo di politica.
In quanto a vergognarci per aver regalato a Brindisi “un deputato del territorio di cui l’Italia intera si vergogna”, io non mi vergogno, noi ci abbiamo creduto, Antonio Gaglione ha fatto le sue scelte, e darà conto ai suoi elettori per quelle scelte, personalmente lo reputo un amico sempre generoso, un serio e stimato professionista.
Io, invece, provo profonda vergogna per quei politici che hanno depredato l’Italia e gli italiani, con le loro ruberie, con il loro approfittarsi della cosa pubblica, con i loro privilegi.
In quanto all’impegno Dipietrangelo non puoi ergersi a professore, appare e scompare, a seconda se può o meno candidarsi, la responsabilità della segretaria provinciale è tutta sua, in considerazione del fatto il segretario lo aveva scelto la sua “corrente”, salvo poi disconoscerlo, quando lo stesso, a torto o a ragione, ha iniziato a pensare con la sua testa, e disattendere i suoi desiderata.
Condivido l’appello ai giovani e alle donne, e spero che questa regola valga anche per Dipietrangelo, oggi e domani alle elezioni regionali.
Il PD, che a Dipietrangelo non è mai piaciuto salvo poi adervi, non è il remake del partito comunista, nel nostro partito, oltre quella storia certamente rispettabile, c’è lo spirito di Moro, di De Gasperi, di Don Sturzo, c’è tutto un mondo cattolico che guarda a sinistra, che è parte integrante e fondante del nostro partito.
Tommaso Gioia Assemblea Regionale PD
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