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PIANO DI RIORDINO OSPEDALIERO: VOGLIAMO DISCUTERE DELLE RISPOSTE GLOBALI AI PROBLEMI DI SALUTE DEI PUGLIESI, NON SOLO DI OSPEDALI.

sabato 27 febbraio 2016
Il riordino ospedaliero che la Giunta Regionale pugliese si appresta a varare soddisfa principalmente gli accordi Stato-Regione e rientra nelle politiche di austerity e anti sociali imposte dalla Comunità Europea e dalla Troika ed accettate dal Governo italiano e pugliese. Per intenderci, non si tratta di una calamità naturale!



Il Servizio Sanitario pugliese, nelle classifiche redatte da diversi centri studi e dallo stesso Ministero, è agli ultmi posti quanto a gradimento ed efficienza. E ciò nonostante i pugliesi negli ultimi 15 anni abbiamo sopportato sacrifici e tassazioni che non hanno prodotto quel miglioramento annunciato.



Non ha senso parlare di ospedali soltanto se si vuole davvero migliorare la sanità. La distizione ospedale territorio è funzionale solo agli interessi delle corporazioni mediche per stabilire posti di potere. A noi interessano i problemi di salute della popolazione.



Anche se potrebbe sembrare un avallo al piano ospedaliero che si propone, noi pensiamo che non sono i posti letto a produrre assistenza sanitaria ma le equipe professionali, multiprofessionali, orientate ai problemi, alle malattie o ai rischi per la salute, le quali devono operano intorno al paziente ovunque esso sia, dentro e fuori l'ospedale.

Sappiamo che in Puglia ci sono pochi infermieri, tecnici, fisioterapisti, psicologi, tecnici della prevenzione rispetto al resto del Paese. Come si può pensare di affrontare le malattie dei pugliesi e fare prevenzione con questi numeri?



Sebbene la mortalità generale in tutta la Puglia sia in linea con quella nazionale, la mortalità per alcune cause è in eccesso: diabete, malattie del sistema nervoso, malattie respiratorie, malattie dell'apparato digerente, malattie epatiche croniche, malattie genito urinarie. La mortalità nel primo anno di vita nel 2010 supera il 3 per mille, agli ultimi posti in Italia. A Foggia la mortalità 0-15 anni è più alta che altrove. La mortalità generale nelle donne della provincia di Taranto e BAT negli anni 2011-2013 è più alta della media nazionale.Come si risponde a questi problemi? Come si fa a tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini se negli Spesal da decenni c'è un numero risibile di operatori anche nelle città più industrializzate della regione?



Quando i pugliesi, quelli che se lo possono permettere, hanno un problema serio di salute fuggono e sono sempre fuggiti verso altri servizi sanitari. Questo ha accresciuto il loro impoverimento e l'impoverimento del nosotro servizio sanitario regionale. Infatti la mobilità passiva è di 200 milioni l'anno. E questo avveniva anche quando i posti letto ero molti più di oggi. Quindi il problema non sono i posti letto. E invece chissà perchè si parla solo di posti letto. Se i posti letto sembrano troppi al Governo nazionale e regionale, i professionisti sono pochi. Come si risponde a questo problema e soprattutto perchè si affronta il problema salute come uno spezzatino?



Brindisi 27.02.2016

Per il Cobas Roberto Aprile



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