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PIANO NAZIONALE PER IL RIPRISTINO DELLA NATURA

lunedì 4 maggio 2026
PIANO NAZIONALE PER IL RIPRISTINO DELLA NATURA"La centralità dei piccoli produttori per coniugare tutela ambientale e sviluppo locale"

Finalmente il Governo, chiamato a recepire il Regolamento Europeo sul ripristino della natura, ha pubblicato il piano attuativo nazionale il 23 aprile scorso, con il supporto tecnico di ISPRA. Da questo momento si apre in Italia la fase operativa che porterà alla presentazione della prima bozza del Piano Nazionale di Ripristino (PNR) alla preposta Commissione Europea entro il 1° settembre 2026.
Si tratta di uno strumento di portata inedita per ambiente, natura e suolo. Mai prima d'ora era stato definito un dispositivo così ampio e vincolante per rigenerare ecosistemi degradati. Al momento i Comuni obbligati ad applicarlo sono 2761 su oltre 7800, ma qualsiasi amministrazione può aderire volontariamente. È il momento di una grande campagna nazionale per una vera rigenerazione ecologica, capace di coinvolgere tutti i territori, anche perché rappresenta oggi l'occasione strategica per riaffermare e rendere competitiva l'identità rurale della nostra Puglia nel nuovo scenario Europeo.
Il PNR prevede nei territori obiettivi chiari: migliorare lo stato degli habitat terrestri e marini, aumentare e proteggere gli spazi verdi urbani, ripristinare la continuità fluviale, invertire il declino degli impollinatori, rafforzare la biodiversità agricola e tutelare ecosistemi forestali con nuove piantumazioni.
Ed in questo percorso, è evidente che i piccoli produttori agricoli rappresentano un importante presidio strategico: mantengono suoli fertili, biodiversità, impollinatori e paesaggi rurali vivi. Infatti, le buone pratiche e le strategie a disposizione dei nostri contadini possono rigenerare e migliorare le condizioni degli habitat e paesaggi gestendo in modo sostenibile, come da sempre accade, sia il suolo che l'acqua, in linea con le azioni già individuate nella "Strategia Nazionale per la Biodiversità" al 2030.
Dunque, non sono destinatari passivi del Piano, ma partner operativi nella realizzazione degli obiettivi Europei.
ALPAA Puglia sollecita i Comuni - obbligati e non – a cogliere appieno le opportunità del PNR e a programmare interventi che riconoscano la centralità di chi la Terra la vive ogni giorno, soprattutto in vista dell'arrivo di risorse dedicate.
Solo così il Piano può diventare una politica di sviluppo locale e non un adempimento formale.
Il PNR non è un vincolo: è un'occasione per rafforzare territori, economie locali e piccoli produttori, architettura portante del ripristino della natura.
" Il PNR può diventare - afferma Antonio Macchia, Presidente di ALPAA Puglia – una grande occasione per i nostri territori solo se riconosciamo il ruolo essenziale dei nostri contadini. Sono loro che ogni giorno custodiscono suoli, paesaggi, biodiversità. Chiediamo, quindi, ai Comuni, obbligati e non, di programmare con coraggio e visione, mettendo al centro chi lavora la Terra. Mai come oggi abbiamo tra le mani uno strumento di tale portata per ambiente, natura e suolo: un'occasione concreta per dare piena attuazione agli articoli 9 e 117 della nostra Carta Costituzionale, che impegna la Repubblica alla tutela degli ecosistemi e della biodiversità. E questo impegno non è solo un dovere Istituzionale: è una responsabilità verso la Terra che ci sostiene, verso gli ecosistemi, che rendono possibile la vita, verso il clima che stiamo alterando, verso le giovani generazioni che erediteranno ciò che lasciamo, e verso la salute e il benessere sociale delle nostre comunità. Da questa alleanza tra Istituzioni locali e piccoli produttori può nascere uno sviluppo davvero sostenibile e una qualità della vita migliore per tutte e tutti".

Il Presidente ALPAA Puglia
Antonio Macchia 

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