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Piattaforma polifunzionale : "Siamo noi i primi ambientalisti"

martedì 12 febbraio 2013
In merito ad un articolo apparso sul nostro sito sulla piattaforma polifunzionale sita nella zona industriale di Brindisi nel quale si affermava che tale piattaforma costituisce uno dei siti più pericolosi della zona industriale di Brindisi e che aveva subìto per questo il sequestro da parte della magistratura, con relativa pubblicazione di un'intervista al geologo Franco Magno, Legambiente Brindisi, che ribadiva la pericolosità dell'impianto, abbiamo ricevuto un intervento critico di un lavoratore dell'impianto in questione, Mino Marra, al quale volentieri sentiamo il dovere di dare spazio.
"Ritengo che sulla piattaforma polifunzionale ci siano tante disinformazioni che rilevo anche nell'articolo in questione supportato da una intervista molto di parte del geologo Magno.
L'impianto non è mai stato sotto sequestro bensi a scopo preventivo era stata posta sotto sequestro l' area di stoccaggio fusti per avere il tempo di esaminarne il contenuto, che peraltro dopo le indagini si è accertato appartenere a una categoria di rifiuti assolutamente compatibili con l impianto stesso). Lo stesso dicasi per la cabina analisi e monitoraggio fumi che all' esame è risultata perfettamente funzionante. Quindi Veolia ha rinunciato all' appalto solo per questioni meramente commerciali (lo ha fatto con tutti gli altri impianti che deteneva in Italia, tant è che l' azienda ha dichiarato fallimento). Ricordo a voi signori tutti e al prof Magno che in 8 anni di marcia l' impianto non ha mai avuto sforamenti, come mi pare avvenga e di frequente in altre realtà industriali del territorio. Inoltre trovo raccapricciante la facilità con la quale Magno scarica la faccenda occupazionale asserendo che i 30 dipendenti possano trovare impiego da altre parti!!! Ma dove crede che siamo qui? In Germania?.
A mio parere Il progetto di ristrutturazione di questa piattaforma andrebbe a migliorare notevolmente la ecosostenibilità dell' impianto, anche in relazione all obbligo dell' utilizzo delle migliori tecnologie disponibili (BAT); sarebbe inoltre una valvola di sfogo per le numerose aziende del territorio che proprio a causa della mancanza di un impianto di trattamento di scarti industriali nonchè di reflui di processo, deve ancora caricarsi ingenti spese per lo smaltimento fuori sede (sempre che non si ricorra alle discariche abusive, numerosissime specie qui da noi).
Tengo a mettere in evidenza la condizione di estrema precarietà di noi dipendenti. Siamo al momento con la Cassa Integrazione scaduta, in attesa di eventuale proroga e con la paura fondata che se l' azienda decidesse di mollare tutto (causi innumerevoli ritardi provocati dagli Enti locali, in particolare Provincia di Brindisi per ciò che attiene la pratica di rilascio dell AIA) noi saremmo da un giorno all' altro in mezzo a una strada, senza ancore di salvataggio. Penso che per chi da 4 anni combatte per "sopravvivere" sia una doppia sconfitta nonchè un umiliazione. Per questo il commento di Magno mi e ci ha dato molto molto fastidio; per uno che si professa ambientalista e che quindi si fà portavoce di un messaggio di eco - sostenibilità, di pulizia e dirittura morale per ciò che attiene varie tematiche, ci aspettavamo un pò più di sensibilità nei nostri confronti. Non ci meritiamo questo, infondo noi col nostro lavoro siamo i primi "ambientalisti".
DANIELA D'ALO'



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