Processo ai dirigenti ENEL: i cittadini chiedono giustizia
mercoledì 12 dicembre 2012

Nel file audio Anna Maria Calabrese.
Chiedono giustizia i cittadini di Brindisi nei confronti della multinazionale dell'energia che da trent'anni inquina la città con enormi quantità di carbone bruciato e stoccato a cielo aperto presso la centrale Federico II.
Oggi in occasione dell'avvio del processo penale a carico di dirigenti ENEL accusati di "disastro ambientale" si è svolto un presidio di cittadini a cui hanno partecipato gran parte delle associazioni ambientaliste, il comitato "No al Carbone, Brindisi Bene Comune, Sì Democrazia.
"Un processo, afferma una nota di BBC, che al di là delle responsabilità penali dei singoli imputati per noi è altamente simbolico. Sotto processo è oggi nel 2012 la produzione di energia elettrica mediante il carbone.
Vogliamo dire chiaramente che nelle centrali di Brindisi oggi si usa carbone e non gas perché il carbone consente profitti colossali. L’agenzia europea sull’ambiente ha valutato in 700 milioni di euro all’anno il costo sanitario ed ambientale dovuto alla Centrale Enel di Cerano, mentre l’agenzia indipendente olandese SOMO ha valutato in 119 morti premature all’anno l’impatto della centrale Enel.
Con questo processo è giunto il tempo di cambiare rotta a Brindisi, occorre iniziare seriamente a lavorare per poter convertire nel giro dei prossimi 4-5 anni la centrale di Cerano a gas.
Per questo chiediamo al Sindaco Consales, alla Giunta e al Consiglio Comunale di aprire immediatamente il tavolo delle convenzioni con ENEL ed EDIPOWER: non possiamo più attendere.Vogliamo dire chiaramente che nelle centrali di Brindisi oggi si usa carbone e non gas perché il carbone consente profitti colossali. L’agenzia europea sull’ambiente ha valutato in 700 milioni di euro all’anno il costo sanitario ed ambientale dovuto alla Centrale Enel di Cerano, mentre l’agenzia indipendente olandese SOMO ha valutato in 119 morti premature all’anno l’impatto della centrale Enel.
Con questo processo è giunto il tempo di cambiare rotta a Brindisi, occorre iniziare seriamente a lavorare per poter convertire nel giro dei prossimi 4-5 anni la centrale di Cerano a gas.
Per questo chiediamo al Sindaco Consales, alla Giunta e al Consiglio Comunale di aprire immediatamente il tavolo delle convenzioni con ENEL ed EDIPOWER: non possiamo più attendere".
Chiedono giustizia i cittadini di Brindisi nei confronti della multinazionale dell'energia che da trent'anni inquina la città con enormi quantità di carbone bruciato e stoccato a cielo aperto presso la centrale Federico II.
Oggi in occasione dell'avvio del processo penale a carico di dirigenti ENEL accusati di "disastro ambientale" si è svolto un presidio di cittadini a cui hanno partecipato gran parte delle associazioni ambientaliste, il comitato "No al Carbone, Brindisi Bene Comune, Sì Democrazia.
"Un processo, afferma una nota di BBC, che al di là delle responsabilità penali dei singoli imputati per noi è altamente simbolico. Sotto processo è oggi nel 2012 la produzione di energia elettrica mediante il carbone.
Vogliamo dire chiaramente che nelle centrali di Brindisi oggi si usa carbone e non gas perché il carbone consente profitti colossali. L’agenzia europea sull’ambiente ha valutato in 700 milioni di euro all’anno il costo sanitario ed ambientale dovuto alla Centrale Enel di Cerano, mentre l’agenzia indipendente olandese SOMO ha valutato in 119 morti premature all’anno l’impatto della centrale Enel.
Con questo processo è giunto il tempo di cambiare rotta a Brindisi, occorre iniziare seriamente a lavorare per poter convertire nel giro dei prossimi 4-5 anni la centrale di Cerano a gas.
Per questo chiediamo al Sindaco Consales, alla Giunta e al Consiglio Comunale di aprire immediatamente il tavolo delle convenzioni con ENEL ed EDIPOWER: non possiamo più attendere.Vogliamo dire chiaramente che nelle centrali di Brindisi oggi si usa carbone e non gas perché il carbone consente profitti colossali. L’agenzia europea sull’ambiente ha valutato in 700 milioni di euro all’anno il costo sanitario ed ambientale dovuto alla Centrale Enel di Cerano, mentre l’agenzia indipendente olandese SOMO ha valutato in 119 morti premature all’anno l’impatto della centrale Enel.
Con questo processo è giunto il tempo di cambiare rotta a Brindisi, occorre iniziare seriamente a lavorare per poter convertire nel giro dei prossimi 4-5 anni la centrale di Cerano a gas.
Per questo chiediamo al Sindaco Consales, alla Giunta e al Consiglio Comunale di aprire immediatamente il tavolo delle convenzioni con ENEL ed EDIPOWER: non possiamo più attendere".
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