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PUGLIA : LEGAMBIENTE : MAL'ARIA 2026

lunedì 9 febbraio 2026
PUGLIA : LEGAMBIENTE : MAL'ARIA 2026 Mal’Aria di Città 2026: in Puglia il nodo è il PM2.5 verso i nuovi limiti UE 2030
Tutti i capoluoghi pugliesi sopra il valore 2030 per il PM2.5: servono tagli dal 9% al 17%. Andria la più critica anche per PM10 e NO2
I dati del report Mal’Aria di Città 2026 (elaborazione Legambiente su dati ARPA) mostrano che in Puglia, guardando alle medie annuali 2025 nei capoluoghi, la sfida principale in vista dei nuovi limiti europei al 2030 riguarda soprattutto il PM2.5: tutte le città capoluogo monitorate risultano sopra il valore obiettivo e dovranno ridurre le concentrazioni tra -9% e -17%.
A livello nazionale, il 2025 evidenzia “miglioramenti” rispetto al passato: solo 13 città hanno superato il limite giornaliero del PM10 (35 giorni/anno oltre 50 µg/mc) e non si registrano superamenti dei limiti annuali attuali per PM10, PM2.5 e NO2.
Ma con i valori che entreranno in vigore dal 2030, lo scenario cambia: oggi il 53% dei capoluoghi non rispetta il limite 2030 per il PM10, il 73% per il PM2.5 e il 38% per l’NO2.
(“Riduzione necessaria” = di quanto deve diminuire la concentrazione per rientrare nei valori normativi 2030; valore negativo = taglio richiesto.)
Provincia Città (capoluogo nel report) PM10 PM2.5 NO2 Riduz. PM10 Riduz. PM2.5 Riduz. NO2
BAT Andria 24 12 24 -17% -17% -17%
Bari Bari 21 11 20 -4% -9% —
BAT Barletta 21 11 16 -5% -9% —
Brindisi Brindisi 18 11 14 — -9% —
Foggia Foggia 21 11 18 -5% -9% —
Lecce Lecce 20 12 16 — -13% —
Taranto Taranto 20 11 14 — -9% —
Fonte: Schede regionali Puglia – Mal’Aria di Città 2026 (elaborazione Legambiente su dati ARPA).
La “media annuale della città” è calcolata a partire dalle medie annuali delle centraline ARPA urbane; la “riduzione necessaria” indica di quanto deve diminuire la concentrazione per rispettare i valori normativi in vigore dal 2030.
Dati regionali: Schede di sintesi dati regionali (elaborazione Legambiente su dati ARPA).

Cosa emerge in Puglia
• PM2.5: criticità diffusa – Tutti i capoluoghi pugliesi riportati risultano sopra il valore 2030 (nel report richiamato come 10 µg/mc per il PM2.5) e necessitano di riduzioni tra -9% e -17%.
• PM10: attenzione su Andria e sull’asse Bari–BAT–Foggia – Andria è la più critica (24; -17%), mentre Bari/Barletta/Foggia sono a 21 con riduzioni richieste tra -4% e -5%.
• NO2: il caso Andria – Nel quadro sintetico regionale, la riduzione necessaria per NO2 compare in modo marcato su Andria (-17%).
• Attenzione all’effetto meteo – Il report evidenzia che il 2025 è stato favorevole dal punto di vista meteoclimatico (inverno mite e molte giornate di pioggia), condizioni che aiutano la dispersione degli inquinanti.
• Per l’NO2 la fonte principale è il trasporto, in particolare il traffico stradale.
Per PM10 e PM2.5 pesano in modo importante anche la combustione domestica da biomasse, oltre ai contributi di agricoltura e attività industriali.


Le richieste di Legambiente Puglia
Alla luce dei dati 2025 e degli obiettivi 2030, Legambiente Puglia chiede a Regione e Comuni:
1. Piano urgente su PM2.5 (la criticità più generalizzata): efficienza energetica degli edifici, sostituzione impianti obsoleti e governance della combustione domestica.
2. Misure strutturali sulla mobilità urbana (NO2): potenziamento TPL, ciclabilità e moderazione del traffico nelle aree più esposte.
3. Azioni mirate nelle città più “vicine al limite” ma ancora fuori target (Bari, Barletta, Foggia, Lecce): interventi rapidi e monitorabili per chiudere il gap residuo entro il 2030.

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