Riordino delle province: ancora tutto da definire
venerdì 23 novembre 2012
Pubblichiamo un articolo di Alessandra Pierini apparso mercoledì 21 novembre sul sito cronachemaceratesi.it che dà l'idea di come ancora la faccenda sia molto complicata e dagli esiti non definiti.
"Ancora una giornata intensa per il decreto legge sul riordino delle Province che sta costringendo il Governo, fin qui irremovibile sulla vicenda, a fare un passo indietro e a dichiararsi disponibile ad applicare correttivi significativi. Ora si tratterà di capire effettivamente quali saranno le concessioni del ministro Filippo Patroni Griffi che questo pomeriggio è intervenuto nella commissione Affari Costituzionali del Senato in cui il sindaco di Cingoli e senatore del Pdl Filippo Saltamartini è relatore del decreto (leggi l’articolo). «Valuteremo tutti i punti che ci verranno sottoposti – ha sottolineato il ministro – l’importante è che l’impianto del provvedimento non venga toccato». In seguito alle aperture governative, il Pdl e Lega hanno ritirato la pregiudiziale di costituzionalità che avevano depositato in Commissione.
Ormai che la legge ha grossi problemi di costituzionalità, come sottolineato anche da eccellenti costituzionalisti tra i quali l’ex presidente della Corte Costituzionale Piero Alberto Capotosti (leggi l’articolo), è innegabile, tanto che finora il Tar del Lazio aveva evitato di pronunciarsi per non mettere in imbarazzo il governo ma ora ha annunciato che deciderà sulla costituzionalità delle norme prima delle elezioni politiche.
Le prossime scadenze rilevanti sono ora giovedì 29 novembre quando si svolgeranno le audizioni dell’Anci, dell’ Upi e le istituzioni che le avevano richieste. e lunedì 3 dicembre, termine ultimo per la presentazione degli emendamenti.
Intanto sono passati 20 giorni da quando il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che cancella 35 province e nelle Marche accorpa Macerata, Fermo ed Ascoli. Da allora sono scattati i due mesi per la conversione in legge e l’operazione dovrà avvenire entro Natale altrimenti si rischierà la scadenza del decreto."
"Ancora una giornata intensa per il decreto legge sul riordino delle Province che sta costringendo il Governo, fin qui irremovibile sulla vicenda, a fare un passo indietro e a dichiararsi disponibile ad applicare correttivi significativi. Ora si tratterà di capire effettivamente quali saranno le concessioni del ministro Filippo Patroni Griffi che questo pomeriggio è intervenuto nella commissione Affari Costituzionali del Senato in cui il sindaco di Cingoli e senatore del Pdl Filippo Saltamartini è relatore del decreto (leggi l’articolo). «Valuteremo tutti i punti che ci verranno sottoposti – ha sottolineato il ministro – l’importante è che l’impianto del provvedimento non venga toccato». In seguito alle aperture governative, il Pdl e Lega hanno ritirato la pregiudiziale di costituzionalità che avevano depositato in Commissione.
Ormai che la legge ha grossi problemi di costituzionalità, come sottolineato anche da eccellenti costituzionalisti tra i quali l’ex presidente della Corte Costituzionale Piero Alberto Capotosti (leggi l’articolo), è innegabile, tanto che finora il Tar del Lazio aveva evitato di pronunciarsi per non mettere in imbarazzo il governo ma ora ha annunciato che deciderà sulla costituzionalità delle norme prima delle elezioni politiche.
Le prossime scadenze rilevanti sono ora giovedì 29 novembre quando si svolgeranno le audizioni dell’Anci, dell’ Upi e le istituzioni che le avevano richieste. e lunedì 3 dicembre, termine ultimo per la presentazione degli emendamenti.
Intanto sono passati 20 giorni da quando il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge che cancella 35 province e nelle Marche accorpa Macerata, Fermo ed Ascoli. Da allora sono scattati i due mesi per la conversione in legge e l’operazione dovrà avvenire entro Natale altrimenti si rischierà la scadenza del decreto."
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