Taranto come Brindisi
sabato 28 luglio 2012
Più di cinquant’anni di presenza industriale, non curante e irrispettosa del territorio, hanno provocato gravissimi guasti all’ambiente e danni alla salute dei suoi abitanti, ponendo in un irrituale conflitto due diritti fondamentali dei cittadini sanciti dalla nostra Costituzione: quelli al lavoro e alla salute. A Brindisi come a Taranto.I giudici tarantini hanno, nell’espletamento del loro lavoro e compiendo il loro dovere, posto sotto sequestro alcuni impianti a caldo dell’Ilva e confinato agli arresti domiciliari i vertici dell’azienda, tale decisione è motivata dal fatto che «chi gestiva e gestisce l'Ilva ha continuato nell'attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza».
Ciò instaura nella città jonica una forte inquietudine occupazionale potendo essere a rischio alcune migliaia di posti di lavoro che possono condizionare la vita economica dell’intero territorio. Non di meno occorre responsabilmente preoccuparsi della salute di molte decine di migliaia di cittadini compresa quella degli stessi lavoratori.
Il Governo oltre a stanziare 336 milioni di euro per le bonifiche – che certamente non saranno sufficienti – deve assumersi la responsabilità di garantire la tranquillità economica ai lavoratori preoccupati del loro posto di lavoro dal momento che non sono in alcun modo responsabili della situazione venutasi a creare dopo decenni di irresponsabilità da parte dell’azienda e di colpevole latitanza e sudditanza della politica.
La situazione tarantina sia di monito alla classe politica – alla nostra in particolare – quando si arriverà ad affrontare, a Brindisi, il tema delle convenzioni con il comparto energetico. Non si possono assolutamente accettare aperture di credito verso chi ha usato il territorio a proprio uso e consumo ponendosi come unico obiettivo quello del profitto aziendale adottando comportamenti di assoluta arroganza e di non curanza nei confronti della popolazione. È il momento di instaurare un nuovo tipo di rapporto con le aziende presenti nel territorio: quello del confronto franco e aperto senza alcuna accondiscendenza verso interessi che collidono con quelli della collettività e che salvaguardino i diritti alla salute e al lavoro, nel pieno rispetto dell’ambiente nel quale tutti viviamo.
Roberto Fusco
Sì Democrazia
Brindisi 27 luglio 2012
Ricerca
Inserisci una o più parole da ricercare all'interno del nostro archivio di notizie:
Powered by Google Search
Ultime Notizie
- lunedì 9 marzo 2026
- lunedì 9 marzo 2026
- lunedì 9 marzo 2026
- lunedì 9 marzo 2026
- lunedì 9 marzo 2026
- lunedì 9 marzo 2026
- lunedì 9 marzo 2026
- lunedì 9 marzo 2026
- lunedì 9 marzo 2026





