“XILELLA FASTIDIOSA” E ULIVI SALENTO: DECISIONE COMITATO FITOSANITARIO BRUXELLES
venerdì 6 giugno 2014
La decisione che è stata discussa nell’ambito del Comitato Fitosanitario permanente a Bruxelles è un importante riconoscimento del lavoro svolto dalla Regione Puglia sulla Xylella fastidiosa.
Sono stati presentati i dati ottenuti sino al 30 aprile 2014 dal monitoraggio, dalle analisi di laboratorio, dalle ricerche svolte dalle Istituzioni scientifiche, e c'è stato un duro lavoro per convincere gli Stati membri sulla validità delle azioni messe in atto, sulla affidabilità delle analisi effettuate, sulla professionalità di tutti i soggetti con cui si è operato in stretta collaborazione per avere risposte concrete, certe e scientificamente inoppugnabili.
Innanzitutto dopo lunghe discussioni e chiarimenti, è stato finalmente compreso che la Xylella fastidiosa individuata in Puglia è un ceppo con specifiche peculiarità che lo rendono diverso da quelli riscontrati in altri continenti (da cui la denominazione Xylella fastidiosa subspecie pauca ceppo CoDiRO) con specifici ospiti vegetali ad esso associato.
La decisione regolamenta le modalità di gestione della X. fastidiosa sia nei territori finora interessati (provincia di Lecce), sia nella UE e stabilisce le regole per l’importazione da Paesi terzi.
La nuova Decisione abroga la precedente del 13 febbraio n. 2014/87, per cui le restrizioni non interessano più l’intera provincia di Lecce ma solo le zone delimitate (zona focolaio e zona tampone). Al momento le zone delimitate sono quelle definite con atto regionale del n. N. 157 del 18 aprile 2014.
Solo i vivai che ricadono nelle zone delimitate hanno vincoli specifici e solo per le specie che ad oggi sulla base di evidenze scientifiche sono state accertate come ospiti e precisamente: olivo, oleandro, drupacee, vinca e quercia. Un importante risultato è l’esclusione degli agrumi e della vite dall'elenco delle specie ospiti, sulla base delle migliaia di analisi effettuate sia in vivaio che in pieno campo e che hanno dimostrato che tali specie non sono interessate dal ceppo presente nel Salento. Ciò non solo è estremamente positivo per il vivaismo viticolo presente nel comprensorio di Otranto, ma rappresenta un importante risultato perché decisione consente la commercializzazione di tutte le altre specie vegetali senza particolari vincoli e misure fitosanitarie.
La decisione prevede maggiori restrizioni per le importazioni imponendo per i Paesi extraeuropei in cui è nota la presenza della Xylella fastidiosa , le stesse prescrizioni imposte nelle aree infette della UE.
La produzione vivaistica delle piante ospiti destinate alla piantagione nelle aree demarcate (zona tampone e zona focolaio) deve garantire l’assenza di infezioni del batterio e di insetti vettori per cui deve essere svolta per l’intero ciclo in strutture a prova di insetti (serre a rete antiafidi).
Per quanto riguarda le zone delimitate (zona infetta e zona tampone) sono previste specifiche misure e in particolare:
• per la zona tampone, fissata per una larghezza di 2.000 metri dalla zona focolaio con possibilità di ridurla a 1.000 metri in caso di abbattimento in tempi rapidi delle piante infette, è prevista una maggiore attività di monitoraggio per consentire con immediatezza l’individuazione di eventuali piante infette;
• per la zona focolaio è prevista la eliminazione delle piante infette e la distruzione in situ del materiale che potrebbe contribuire alla diffusione del batterio.
• in entrambe le aree vanno inoltre previsti interventi per controllare i vettori.
Va evidenziata la diversa situazione presente nella provincia di Lecce nei differenti focolai riscontrati. La decisione avendo carattere comunitario con applicazione sull’intero territorio della UE non specifica il dettaglio delle differenti situazioni territoriali. In tali casi, invece, uno specifico Piano di Azione nazionale presentato alla commissione, dettaglia le attività che saranno adottate in tali zone con interventi di eradicazione limitati ad una fascia di ampiezza limitata, a cavallo tra la zona infetta e quella tampone.
Allo stato attuale, infatti, sono state adottate misure di eradicazione per i focolai costituiti da poche piante, per consentire la loro eliminazione, mentre per l’area di Gallipoli saranno attivate misure fitosanitarie più articolate in considerazione della dimensione dell’area interessata e delle differenti specie interessate.
Sono stati presentati i dati ottenuti sino al 30 aprile 2014 dal monitoraggio, dalle analisi di laboratorio, dalle ricerche svolte dalle Istituzioni scientifiche, e c'è stato un duro lavoro per convincere gli Stati membri sulla validità delle azioni messe in atto, sulla affidabilità delle analisi effettuate, sulla professionalità di tutti i soggetti con cui si è operato in stretta collaborazione per avere risposte concrete, certe e scientificamente inoppugnabili.
Innanzitutto dopo lunghe discussioni e chiarimenti, è stato finalmente compreso che la Xylella fastidiosa individuata in Puglia è un ceppo con specifiche peculiarità che lo rendono diverso da quelli riscontrati in altri continenti (da cui la denominazione Xylella fastidiosa subspecie pauca ceppo CoDiRO) con specifici ospiti vegetali ad esso associato.
La decisione regolamenta le modalità di gestione della X. fastidiosa sia nei territori finora interessati (provincia di Lecce), sia nella UE e stabilisce le regole per l’importazione da Paesi terzi.
La nuova Decisione abroga la precedente del 13 febbraio n. 2014/87, per cui le restrizioni non interessano più l’intera provincia di Lecce ma solo le zone delimitate (zona focolaio e zona tampone). Al momento le zone delimitate sono quelle definite con atto regionale del n. N. 157 del 18 aprile 2014.
Solo i vivai che ricadono nelle zone delimitate hanno vincoli specifici e solo per le specie che ad oggi sulla base di evidenze scientifiche sono state accertate come ospiti e precisamente: olivo, oleandro, drupacee, vinca e quercia. Un importante risultato è l’esclusione degli agrumi e della vite dall'elenco delle specie ospiti, sulla base delle migliaia di analisi effettuate sia in vivaio che in pieno campo e che hanno dimostrato che tali specie non sono interessate dal ceppo presente nel Salento. Ciò non solo è estremamente positivo per il vivaismo viticolo presente nel comprensorio di Otranto, ma rappresenta un importante risultato perché decisione consente la commercializzazione di tutte le altre specie vegetali senza particolari vincoli e misure fitosanitarie.
La decisione prevede maggiori restrizioni per le importazioni imponendo per i Paesi extraeuropei in cui è nota la presenza della Xylella fastidiosa , le stesse prescrizioni imposte nelle aree infette della UE.
La produzione vivaistica delle piante ospiti destinate alla piantagione nelle aree demarcate (zona tampone e zona focolaio) deve garantire l’assenza di infezioni del batterio e di insetti vettori per cui deve essere svolta per l’intero ciclo in strutture a prova di insetti (serre a rete antiafidi).
Per quanto riguarda le zone delimitate (zona infetta e zona tampone) sono previste specifiche misure e in particolare:
• per la zona tampone, fissata per una larghezza di 2.000 metri dalla zona focolaio con possibilità di ridurla a 1.000 metri in caso di abbattimento in tempi rapidi delle piante infette, è prevista una maggiore attività di monitoraggio per consentire con immediatezza l’individuazione di eventuali piante infette;
• per la zona focolaio è prevista la eliminazione delle piante infette e la distruzione in situ del materiale che potrebbe contribuire alla diffusione del batterio.
• in entrambe le aree vanno inoltre previsti interventi per controllare i vettori.
Va evidenziata la diversa situazione presente nella provincia di Lecce nei differenti focolai riscontrati. La decisione avendo carattere comunitario con applicazione sull’intero territorio della UE non specifica il dettaglio delle differenti situazioni territoriali. In tali casi, invece, uno specifico Piano di Azione nazionale presentato alla commissione, dettaglia le attività che saranno adottate in tali zone con interventi di eradicazione limitati ad una fascia di ampiezza limitata, a cavallo tra la zona infetta e quella tampone.
Allo stato attuale, infatti, sono state adottate misure di eradicazione per i focolai costituiti da poche piante, per consentire la loro eliminazione, mentre per l’area di Gallipoli saranno attivate misure fitosanitarie più articolate in considerazione della dimensione dell’area interessata e delle differenti specie interessate.
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