CONSIGLIERE COMUNALE PD UMBERTO RIBEZZI-LETTERA APERTA AL DIRETTORE GENERALE ASL DOTT. PASQUALONE - ALL’ ATTENZIONE DEI CONSIGLIERI DELLA COMMISSIONE CONSILIARE SERVIZI SOCIALI.
giovedì 23 aprile 2015
La politica deve dare più attenzione alle persone che soffrono, ai bisognosi, soprattutto a chi si sente emarginato a causa di gravi problemi di salute che impediscono di avere una vita normale. Dovrebbe essere questo il compito ambizioso, al di là delle appartenenze politiche, di tutte le polemiche, beghe ( soprattutto in questo periodo che ci avvicina alle elezioni Regionali) che non interessano alla gente comune.Brindisi, purtroppo, continua a non avere molta attenzione nei riguardi delle problematiche , ad esempio, dei diversamente abili. La strada è purtroppo ancora lunga, ma “tracciata”, dispiace dirlo, da una politica spesso assente, probabilmente poco consapevole delle enormi difficoltà quotidiane e stati d’animo di chi vuol sentirsi a tutti gli effetti come gli altri. Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità ( il sottoscritto per primo) per dare una mano a quelle famiglie che hanno in casa un parente diversamente abile e a chi non ha neanche una famiglia per avere un minimo di attenzione e assistenza.
Alcuni giorni fa, sono stato a trovare una signora, Elena Di Giulio,62 anni, residente in Via Osanna,da anni costretta su una sedia a rotelle a causa di una forma di poliomelite acuta. Una donna solare( non si direbbe che abbia i suoi gravi problemi), che mi ha raccontato la sua storia, coinvolgendomi e aiutandomi a capire meglio.
“Le voglio raccontare la mia storia, anche e soprattutto per far capire, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia davvero drammatica, complicata, la vita quotidiana di chi convive con la disabilità, con una malattia grave come la mia” – mi ha detto Elena. Questa donna mi racconta, con rabbia ma ancora con una certa speranza, una storia fatta di prese in giro, sottovalutazioni, trascuratezze, promesse non mantenute Una donna che deve fare i conti a Brindisi con la mancanza di strutture idonee per curare la sua malattia e per un ricovero, e chiede aiuto. “ Io voglio interpretare il dramma, i malumori, la sofferenza di chi si sente emarginato nella propria città. Brindisi, per i diversamente abili, di strada ne deve fare ancora molta “- ha dichiarato Elena.
Porterò il caso di Elena, emblematico di tutte le difficoltà dei sofferenti e diversamente abili, all’ attenzione della ASL brindisina e del Direttore Generale Pasqualone, ma anche della Commissione consiliare Servizi Sociali . Elena( a parte qualche amico e amica che ogni tanto l’ accompagnano nei suoi spostamenti) si sente abbandonata dalla Asl e dalle istituzioni. Questa donna ha tanta voglia di vivere, ma deve fare i conti con problemi enormi, la necessità di avere un tutore e recarsi al PUA della Asl (Punto di Accesso per le persone che hanno problemi sanitari, dove tra l’ altro è ancora impraticabile lo scivolo per i diversamente abili, nonostante varie segnalazioni) e sperare poi in prescrizioni mediche che siano puntuali.
La Asl e l’ Amministrazione Comunale devono attivarsi per politiche diverse, attraverso ad esempio una “rivisitazione” del settore Servizi Sociali che, al di là di ruoli e persone, si impegni a stare più vicino alle famiglie in difficoltà e ai diversamente abili. Quasi due anni fa la Regione Puglia fece praticamente un Avviso Pubblico per “ progetti personalizzati di vita indipendente in favore di persone con disabilità gravi per l’autonomia personale e l’inclusione socio-lavorativa”.
Perché non attivarlo pure a Brindisi? Avremo modo di approfondire questo argomento, mi auguro anche insieme al dott. Pasqualone , per aiutare Elena e chi soffre situazioni di grave emarginazione che non possono più essere accettate.
Umberto Ribezzi ( Consigliere Comunale del Partito Democratico ).
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