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Lavori Lungomare:proposta Legambiente per i reperti archeologici

mercoledì 26 giugno 2013
Lavori Lungomare:proposta Legambiente per i reperti archeologiciPubblichiamo una lettera inviata da Legambiente Brindisi al Comune di Brindisi e alla Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia.
Più volte Legambiente è stata costretta ad occuparsi della progettazione e dell’esecuzione dei lavori
sul lungomare Regina Margherita, evidenziando l’assenza di essenziali requisiti tecnici che hanno
inciso sui tempi e sulla qualità delle opere.
La mancata
acquisizione preventiva dei dati e dei documenti relativi alle caratteristiche archeologiche
del sottosuolo, effettuate con l’ausilio del georadar e l’allegra gestione delle “varianti”,
congiuntamente all’assenza di un collaudatore in corso d’opera, rendo
no necessario un ulteriore
intervento dell’Associazione, rispetto a quelli già effettuati per i quali sussistevano obblighi previsti
dal D.Lgs 163/2006 relativo al Codice dei LL.PP.
In questa nota
preme richiamare l’attenzione sul destino dell’area di scavo antistante la Capitaneria di
Porto, presumibile sede della “
Porta Reale
”; questo nostro intervento viene fatto dopo la conclusione
degli eventi culturali e turistici di giugno, a cui Legambient
e ha partecipato con iniziative congiunte
alla Camera di Commercio ed all’Assonautica e per le quali si è avuto un grande riscontro, anche per
la piacevolezza del nuovo “
paesaggio urbano
”.
La peggiore
delle soluzioni possibili nell’area di scavo richiamat
a, dal punto di vista culturale ed
economico, sarebbe quella di rimuovere i reperti spostandoli altrove, semmai ponendo al di sopra del
sito da richiudere, dei calchi effettuati anche a seguito di rilievi laser tridimensionali.
Tale soluzione testimonier
ebbe una vera e propria insensibilità, vista la realizzazione di “
falsi artistici

che, oltre ad essere sgraditi, costituirebbero un ulteriore aggrav
io dei costi.
Che senso ha realizzare un falso

parco archeologico

, spendendo tanti soldi, quando è possibile
recuperare l’esistente?
Se qualcuno pensa che la vicinanza al mare e la presenza di acque di falda e marina possano costituire
un ostacolo insuper
abile al mantenimento in situ dei reperti, ebbene, ciò è un assurdo tecnico sul quale
nessun altro commento è necessario se non l’invito a visitare il parco archeologico delle navi romane
del porto di Pisa (ben 9 m. al di sotto del piano di campagna e dell
’Arno)
, quelle di Fiumicino, ecc.
CIRCOLO “TONINO DI GIULIO”
Via Scolmafora 2

72100 Brindisi
Sede legale
piazza Curtatone 4

72100 Brindisi
C.F. 01452650748
Is
crizione Registro Regionale n° 3
73
Circolo Legambiente “Tonino Di Giulio

Tel. 0831585602
Fax 1782238933
www.dirittiinrete.it
e
-
mail
legambientebrindisi@gmail.com
pag
2
/
2
Ebbene, se ci si spaventa di un po’ di acqua che si livella con quello del mare, si preclude ogni
possibilità di interloquire contribuendo alla ricerca della migliore soluzione per la valorizzazione
dell’area.
Invec
e, vogliamo continuare a pensare che è possibile rendere ancora più
attrattivo
il nostro
lungomare, valorizzando le valenze storiche ritrovate e sviluppando un progetto di recupero che, con
pochi costi, evidenzi ulteriormente la storia di Brindisi, elevata
a “città”
dai romani nel 243 a. C., ma
che presenta riscontri di età messapica r
elativi al VIII

VI secolo a.C.
Se per un attimo pensiamo che al tempo dei romani il livello del mare era più basso, rispetto
all’attuale, di circa 3 m. è anche ipotizzabile
che al di sotto delle mura lignee e dei massi arenacei
ritrovati, vi sia un prolungamento degli stessi reperti, fino
ai possibili riscontri messapici
e/o romani.
L’uso di “
pompe a fango
”, di costo irrisorio, permetterebbe, per non voler parlare di “
parat
ie
impermeabili
” (come a Pisa), di mantenere anidro lo scavo e di mettere a giorno quanto presente al di
sotto; ancor più, per problemi connessi alla sicurezza della stabilità dei fronti di scavo, l’ultima parte
di questo, potrebbe essere interessato dalla
posa in opera di “
Tessuto Non Tessuto
” ed un “
filtro
inverso
”, con granulati calcarei, nei quali alloggiare le “
pompe a fango
” che si attivano in maniera
automatica e gli eventuali supporti per il mantenimento delle coperture vetrate.
L’area potrebbe es
sere corredata da un’opportuna recinzione e da una serie di
pannelli illustrativi
con
ricostruzione di percorsi virtuali mirati alla connessione con le informazioni, assolutamente certe, che
collocano in quest’area insediamenti angioini su preesistenti ope
re romane e la famosa Porta Reale,
costituita da un muro di contenimento in conci arenacei, tipici dell’area di Brindisi ed utilizzati fin dai
tempi dei Messapi per i fortilizi protettivi.
Insomma, un minimo di “stile” per valorizzare, ulteriormente, il n
ostro lungomare, renderlo più
attraente
ed evitando falsi storico
-
artistici (calchi) rispetto ai quali la stessa semplice mus
e
alizzazione
sarebbe, paradossalmente, preferibile.
L
egambiente
Brindisi Circolo
“T. Di Giulio



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