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LECCE : CONFINDUSTRIA : L'EDILIZIA DEL FUTURO SI COSTRUISCE OGGI

martedì 14 luglio 2026
LECCE : CONFINDUSTRIA : L'EDILIZIA DEL FUTURO SI COSTRUISCE OGGIIl settore delle costruzioni in Italia e, in particolare, nel nostro territorio, sta attraversando una fase di trasformazione strutturale senza precedenti. Non siamo più di fronte a una semplice evoluzione tecnica, ma a un vero e proprio cambio di paradigma. Le imprese edili, specialmente quelle guidate dalle nuove generazioni, si trovano a operare in un contesto in cui la competitività non si misura più soltanto sulla capacità esecutiva e sulla "forza delle braccia", ma anche sulla rapidità di adozione di nuovi strumenti, processi e modelli organizzativi digitali.

"La realtà quotidiana del settore ci mette di fronte a un bivio cruciale. Da un lato, abbiamo una forza lavoro sempre più anziana; dall'altro, una difficoltà strutturale ad attrarre i giovani, molti dei quali scelgono di emigrare altrove in cerca di opportunità lavorative più in linea con le loro aspettative – afferma il presidente di ANCE Lecce, Gabriele Greco, mettendo in luce alcune criticità strutturali del comparto sul territorio. Il ricambio generazionale non è più soltanto un tema di dibattito demografico: è un'urgenza sociale, economica e strategica. Nei nostri cantieri mancano operai qualificati, tecnici e figure intermedie capaci di coniugare competenze pratiche e gestione d'avanguardia. l rischio concreto è la dispersione di un patrimonio immenso: il sapere accumulato in decenni dai nostri artigiani potrebbe andare perduto, mentre i giovani guardano in altre direzioni, scoraggiati da una percezione del lavoro edile come faticoso, rischioso e poco innovativo".

È proprio in questo scenario che l'Intelligenza Artificiale cessa di essere un concetto astratto o un timore fantascientifico e diventa una risorsa straordinaria. Lontana dall'immagine di una tecnologia che sostituisce l'uomo, l'IA si sta rivelando lo strumento più efficace per affiancare, proteggere e valorizzare le competenze esistenti, creando un autentico ponte generazionale.

Sul ruolo cruciale delle nuove tecnologie e sul cambio di passo del comparto, Mario Maggio, presidente di ANCE Giovani Lecce, condividendo le criticità evidenziate dal presidente Greco, sottolinea che "il contributo dei giovani imprenditori non è accessorio a questa transizione: ne è il motore trainante. Nei cantieri più avanzati iniziamo finalmente a vedere sistemi digitali capaci di registrare e analizzare le tecniche degli operai più esperti. Attraverso sensori, video e piattaforme intelligenti, il know-how tradizionale si trasforma in procedure accessibili e replicabili. Quello che prima si apprendeva solo dopo anni di tentativi ed errori sul campo oggi può essere trasmesso in tempi molto più rapidi. Allo stesso tempo, la digitalizzazione ridisegna l'attrattività del comparto. La modellazione digitale (Building Information Modeling) e la gestione intelligente dei flussi di cantiere stanno cambiando il volto dell'edilizia, trasformandola in una vera e propria industria tech. Il lavoro del costruttore moderno non è più soltanto fisico: è analitico, progettuale e strategico. Inoltre, l'integrazione tra IA e robotica nelle mansioni più pesanti riduce drasticamente il rischio di infortuni, abbassando sensibilmente le barriere d'ingresso per i giovani. Certo, le criticità non mancano e, come ANCE Giovani Lecce, ne siamo pienamente consapevoli".

L'adozione dell'IA richiede investimenti significativi che le piccole e medie imprese faticano a sostenere autonomamente e comporta, al tempo stesso, un impegno fondamentale sul fronte della formazione. Proprio per questo ANCE Lecce e ANCE Giovani Lecce intendono continuare a confrontarsi in modo propositivo con gli Ordini professionali e con tutti i soggetti coinvolti nella filiera. Attraverso un dialogo sinergico e costante tra gli attori del settore sarà possibile individuare soluzioni capaci di governare questo cambiamento.

"Se sapremo governare l'intelligenza artificiale con coraggio e visione – continua il presidente Greco – essa trasformerà l'edilizia in un settore più moderno, più sicuro, più sostenibile e capace di trattenere i nostri migliori talenti. In gioco non c'è soltanto il destino delle nostre imprese, ma la tenuta stessa del tessuto economico del nostro territorio".

"La vera sfida, dunque, non è tecnologica, ma culturale. Il futuro delle costruzioni non dipenderà dalla sostituzione dell'uomo con le macchine, bensì dalla capacità di far dialogare l'esperienza con l'innovazione – conclude Mario Maggio. Servono politiche sociali allineate alle nuove esigenze, incentivi concreti per le imprese e, soprattutto, un cambio radicale della percezione pubblica del nostro mestiere".

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