« Visualizza tutti i records in questa Rubrica
Versione Stampabile

LEQUILE : SINDACO AGGREDISCE VERBALMENTE LA BAND "POPOLO NOMADE"

giovedì 10 luglio 2025
LEQUILE : SINDACO AGGREDISCE VERBALMENTE LA BAND  Band Popolo Nomade sul concerto del 23 giugno: «Aggrediti verbalmente dal sindaco di Lequile per le bandiere della pace e aver intonato “Bella ciao”»

Sta suscitando clamore e indignazione il post pubblicato da “Popolo Nomade", una nota cover band ufficiale dei Nomadi, che ha denunciato pubblicamente un episodio avvenuto al termine del concerto tenuto a Lequile il 23 giugno scorso, in occasione dei festeggiamenti per San Vito, patrono del paese. Secondo quanto riportato dagli stessi musicisti attraverso i loro canali social, la serata si è svolta in un clima di grande entusiasmo, grazie alle diffusione condivisione di emozioni intense e a una sentita partecipazione popolare:
«Partiamo dal concerto: è stato stupendo, piazza gremita di gente fino all'ultima canzone, evento organizzato dal Comitato Feste che ha voluto onorare S. Vito portando in piazza la musica dei Nomadi, invitando la nostra Cover Band. Durante la serata abbiamo ripercorso 60 anni di storia nomade, per circa 2 ore e mezzo di musica. Sul palco sono saliti alcuni bimbi a cantare insieme a noi "Crescerai", una ragazza speciale visivamente emozionata e felice ci ha accompagnati sulle note di "Io vagabondo". Abbiamo citato le vittime di mafia sull'intro di "C'è un re". Insomma una festa all'insegna della condivisione e della musica mentre, sotto il palco, gruppi di fan (in primis il fansclub Amico William di Casarano ed altri amici di Copertino) esponevano bandiere della pace” spiega la band. Ed è proprio a conclusione della serata che, stando al racconto dettagliato da Popolo Nomade, sarebbe avvenuto lo scontro verbale con il primo cittadino del paese.
«A fine concerto veniamo avvicinati da una persona che si qualifica come il sindaco di Lequile Vincenzo Carlà, il quale ci aggredisce verbalmente (attacca noi e un gruppo di fan) attribuendoci la grande colpa - a suo dire - di aver esposto bandiere della pace e intonato 30 secondi di "Bella Ciao", esattamente come nell'arrangiamento live dei Nomadi del brano "Il paese delle favole". Questa la nostra grande colpa, per cui il primo cittadino si è sentito in dovere di attaccarci: la bandiera della pace e "Bella Ciao"».
«Avete fatto schifo sopra e sotto il palco», «avete rovinato la festa con Bella ciao» sono alcune delle frasi che il sindaco avrebbe pronunciato, accusando gli artisti di aver politicizzato l’evento. Ma i musicisti, dal canto loro, respingono senza mezzi termini qualsiasi accusa di propaganda o strumentalizzazione: «Non abbiamo mai fatto alcun discorso a sfondo politico, non abbiamo citato partiti né espresso posizioni divisive. Abbiamo solo cantato le canzoni dei Nomadi già molto profonde. Aver "fatto schifo" per avere ricordato i nomi delle vittime di mafia da Placido Rizzotto a Paolo Borsellino? Aver "fatto schifo" per avere fatto divertire dei bambini con una canzone tutta dedicata a loro? Aver "fatto schifo" per avere fatto passare dieci minuti di spensieratezza ad una ragazza affetta da Sindrome di Down e alla sua famiglia? Ora, a parte il metodo per cui se il sindaco aveva qualcosa di cui lamentarsi poteva rivolgersi al Comitato Feste che ci aveva invitato piuttosto che venire direttamente agli artisti (artisti che invece dovrebbero sempre essere tutelati) c'è un problema gigantesco anche di merito. Che il sindaco di un comune italiano si senta offeso dai valori partigiani o dalla bandiera della pace è un fatto molto grave, perché vuol dire che allora non si riconosce nei valori della costituzione (Pace e Antifascismo). Che le pensi queste cose è già sconcertante, che poi le dica, peraltro con veri e propri attacchi verbali, è gravissimo».
La band ha inoltre sottolineato di aver inizialmente scelto il silenzio per evitare polemiche, ma di essersi poi resa conto “che si è superato un limite”. Hanno quindi annunciato di aver informato il Prefetto, oltre che i Nomadi stessi, e di voler sensibilizzare l’opinione pubblica, pur con la consapevolezza che “sembra assurdo nel 2025 dover assistere a questi comportamenti da parte di uomini che rappresentano le istituzioni”.
«Grazie a quanti ci hanno dimostrato supporto e solidarietà. Poteva accadere ad altri artisti e può accadere di nuovo. Uniamoci per contrastare questi rigurgiti di idee contrarie alla libertà - conclude la Cover Band -. La musica è potente, più potente delle autorità autoritarie e non autorevoli. Quanto al Sindaco di Lequile solo una parola: vergogna!».

Torna su