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TARANTO : FIRMATA LA "CARTA DI TARANTO" PER I PORTI ITALIANI

lunedì 30 marzo 2026
TARANTO : FIRMATA LA Riforma della governance, digitalizzazione, autonomia finanziaria e retroportualità sostenibile al centro del confronto che, il 27 e 28 marzo, ha riunito a Taranto istituzioni e protagonisti del settore per discutere il nuovo scenario strategico della portualità italiana. Intervenuti, tra gli altri, il Ministro Gilberto Pichetto Fratin, il Vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto, il Viceministro Edoardo Rixi e il Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.
Taranto, 28 marzo 2026 – Si è concluso oggi, presso la Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, l’evento nazionale “Pianificazione strategica dei sistemi portuali: vulnerabilità apparenti e opportunità di sviluppo sostenibile del trasporto intermodale e di rilancio del territorio”, che il 27 e 28 marzo ha riunito a Taranto i principali rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, giuridico e delle categorie produttive del settore. Un confronto di alto profilo, che ha visto, tra gli altri, gli interventi del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, del Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, del Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e del Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che hanno contribuito a delineare la traiettoria strategica su cui si muoverà la riforma della portualità italiana.
Durante i quattro talk tematici della due giorni, patrocinata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, sono stati affrontati i temi chiave della trasformazione del sistema portuale: l’evoluzione normativa delle Autorità di Sistema Portuale, la digitalizzazione e l’interoperabilità dei dati, la retroportualità sostenibile e la rigenerazione urbana, fino all’autonomia finanziaria e ai nuovi modelli di intermodalità competitiva.
A conclusione dei lavori, la presentazione della “Carta di Taranto”, un documento programmatico articolato in otto punti che intende contribuire al processo di riforma del sistema portuale italiano. La Carta sintetizza il necessario cambio di paradigma richiesto dal nuovo scenario economico e logistico:
1. In Italia la logistica vale 114 miliardi di euro e l’import–export sfiora i 700 miliardi di euro: strettamente interconnessi, vedono nei porti, in cui si movimenta circa l’80% dell’import – export, la cerniera comune essenziale per la crescita.
2. Porti, interporti e retroporti come sistemi integrati: non più rendite di posizione, ma hub governati da competenze manageriali e politiche industriali lungimiranti.
3. Supply chain integrata come motore di crescita: approvvigionamento, produzione, distribuzione e vendita devono essere letti come un unico processo strategico.
4. Digitalizzazione totale dei processi, con piattaforme interoperabili di nuova generazione e certificazione dei dati.
5. Retroportualità sostenibile e rigenerazione urbana, per una portualità moderna integrata con i territori e capace di generare energia sostenibile.
6. Autonomia finanziaria delle autorità portuali, necessaria per competere con gli hub del Mediterraneo, sempre più gestiti come S.p.A.
7. Ricorso alla forma societaria unica (S.p.A.) per la gestione integrata di porti e interporti, anche interregionali.
8. Un approccio europeo uniforme alle regole su concessioni, aiuti pubblici e autorizzazioni, superando le attuali disparità tra gli scali UE.
La Carta si pone come contributo al nuovo disegno di legge sulla riforma portuale, auspicando una revisione sostanziale delle Reti Trans European Network (TEN – T) e un sistema di governance capace di sostenere la competitività italiana ed europea.
Tra i temi più discussi, le prospettive del partenariato pubblico-privato (PPP) nel nuovo assetto della portualità. Come evidenziato dall’Avvocato Cristina Lenoci, componente del Comitato Scientifico, che ha promosso l’evento con il supporto della Camera di Commercio di Brindisi -Taranto: «Il nuovo disegno di legge pone l’accento sulla necessità del coinvolgimento di capitali privati nella realizzazione degli investimenti. È impellente l’individuazione di nuove forme di finanziamento finalizzate a soddisfare il fabbisogno infrastrutturale anche attraverso il supporto del settore privato, soprattutto in un settore, qual è quello portuale, in cui è fortemente sentita l’esigenza di investimenti in infrastrutture strategiche». Lenoci ha inoltre richiamato gli effetti della recente giurisprudenza europea sul diritto di prelazione e sulle possibili ricadute sull’attuale Codice dei contratti pubblici, evidenziando la necessità di individuare strumenti di equilibrio per garantire competitività e sostenibilità finanziaria.
Nel corso dei lavori, il Ministro Gilberto Pichetto Fratin ha messo l’accento sul ruolo delle politiche energetiche e ambientali nella trasformazione dei sistemi portuali e l’apertura al dialogo per lo sviluppo delle nuove politiche sostenibili.
Anche il Viceministro Edoardo Rixi ha richiamato l’importanza della riforma della governance e della creazione di Porti d’Italia S.p.A., annunciando a breve la creazione di un tavolo di confronto con gli stakeholder sul tema.
Giovanni Gugliotti, Presidente del Sistema Portuale di Mar Ionio - Porto di Taranto ha inoltre dichiarato: «I contenuti che emergeranno con la “Carta di Taranto” saranno importanti anche per rivedere il nostro piano triennale. I relatori sono di altissimo livello e la presenza di Ercole Incalza conferma l’alta qualità di questo lavoro. Gli stakeholder che fanno parte di questo tavolo si impegnano insieme a me a sottoscrivere questi obiettivi».
A chiusura dei lavori, l’intervento di Ercole Incalza, esperto di trasporti e logistica e componente del Comitato Scientifico, che ha posto l’accento sulla cosiddetta carta di Taranto, evidenziando la necessità di una visione sistemica e l’importanza di dotarsi di una strategia per il sistema logistico nazionale, cruciale nel quadro della riforma dell’offerta portuale, individuando in Taranto un nodo strategico capace di esprimere un forte potenziale oggi ancora inespresso, che necessita tuttavia di collegamenti funzionali adeguati per essere pienamente valorizzato.
Il convegno si configura dunque come un momento di sintesi e rilancio, in cui competenze istituzionali, tecniche e imprenditoriali hanno contribuito a delineare una traiettoria chiara per il futuro della portualità italiana.


Contatti per la stampa
Noemi Cervi 
Emanuela Capitanio 

press@wondercomunicazione.net

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