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Ordine dei Medici : CRITICITA' IN EPIDEMIOLOGIA E IN LEGISLAZIONE 21/22 Novembre

martedì 18 novembre 2014
Ordine dei Medici : CRITICITA' IN EPIDEMIOLOGIA E IN LEGISLAZIONE 21/22 Novembre BRINDISI 21 e 22 NOVEMBRE 2014 AMBIENTE E SALUTE:
CRITICITA' IN EPIDEMIOLOGIA E IN LEGISLAZIONE
Nessuna persona e comunità, nessun governo e organizzazione internazionale può ignorare che l'essere umano è parte integrante di un più vasto mondo biologico e che la sua vita dipende dalle condizioni dell'ecosistema in cui è inserito.
Negli ultimi decenni si è assistito ad uno sviluppo esponenziale degli studi epidemiologici sulle interazioni tra ambiente e salute, che hanno richiamato l'attenzione pubblica sugli effetti potenzialmente dannosi derivanti dalle attività antropiche (produzione di energia, gestione dei rifiuti, sistema della mobilità, qualità dell'acqua e dell’aria, pratiche agricole, campi elettromagnetici), in particolare sulle ricadute a lungo termine sulla salute, ossia quelle meno evidenti ma, una volta che si verificano, più difficili da tenere sotto controllo.
Non di rado sono state rese pubbliche, non solo tramite i mass media, informazioni contrastanti ,“allarmanti o rasserenanti”, sulle interazioni tra ambiente e salute di intere popolazioni, derivanti da indagini e/o perizie tecniche, basati su studi epidemiologici effettuati con metodologie statistiche spesso diverse e divergenti.
Negli ultimi anni tecniche innovative di indagine dei meccanismi molecolari e di sequenziamento genomico hanno permesso di approfondire la conoscenza di molti fenomeni biologici: dallo sviluppo ontogenetico (dall’uovo fecondato all’individuo) e filogenetico (relativo all’evoluzione della specie) sino all'acquisizione delle forme, dai processi fisiologici alle alterazioni patologiche e ai cosiddetti effetti epigenetici, ossia le modificazioni nell’espressione dei geni ma non nella sequenza del DNA. Tali ricerche e studi hanno documentato le evidenze sulla esistenza di alterazioni ambientali di origine antropica e l’insorgere di patologie e di modifiche ereditabili nell’espressione dei geni.
Nell'ambito di una sempre più proficua collaborazione l'ISDE-Italia e FNOMCeO, il Gruppo di lavoro “Professione, Ambiente e Salute, Sviluppo” e gli OMCeO Provinciali, hanno promosso l'organizzazione in molte città d’Italia (negli ultimi mesi a Savona, Arezzo, Taranto, Campobasso, Udine) di convegni e incontri, che hanno rappresentato momenti importanti di riflessione, a partire dalla constatazione che molte delle aree del nostro Paese, classificate “a rischio di crisi ambientale” dal DPR 23/09/98, possono ormai essere definite “aree di disastro ambientale”, in quanto il danno alla salute della popolazione provocato da attività altamente inquinanti e clima-alteranti è stato ampiamente documentato da studi e ricerche, nonché da indagini della Magistratura.
Da quanto sopra detto, si possono trarre alcune considerazioni:
1. gli studi epidemiologici devono essere condotti sulla base di un aperto confronto sulle migliori evidenze scientifiche in merito alla valutazione delle fonti, dei metodi e dell'analisi dei dati anche alla luce delle più recenti acquisizioni biomolecolari, genetiche ed epigenetiche, in materia di associazioni tra alterazioni ambientali e insorgenza di patologie.
2. La legislazione e le normative vigenti in materia di autorizzazioni delle varie attività antropiche e i relativi sistemi di controllo effettuato dalle strutture attuali (ARPA; Dipartimenti di Prevenzione delle ASL) si sono rivelati spesso inadeguati a garantire la prevenzione dei danni alla salute individuale e collettiva, negli ambienti di vita e di lavoro.
Troppo spesso, i temi inerenti la protezione ambientale e la tutela della salute sono stati invocati solo per fronteggiare situazioni acute e drammatiche di crisi sanitarie e sociali, senza mai diventare l'oggetto di un approfondita riflessione e di una efficacia opera di prevenzione degli effetti a livello sanitario e sociale.,
Lo scopo del Convegno, pertanto è quello di contribuire ad una riflessione comune su questi temi con il coinvolgimento di tutti i soggetti professionali coinvolti istituzionalmente, al fine di attuare
a. la Valutazione di Impatto sulla Salute (VIS), ovvero “una combinazione di procedure, metodi e strumenti tramite i quali una politica, un programma o un progetto possono essere giudicati sotto il profilo dei loro potenziali effetti sulla salute della popolazione e della loro distribuzione nell’ambito della stessa popolazione” (Congresso di Goteborg 1999)
b. ll potenziamento, l'integrazione e il coordinamento di tutte le strutture organizzative, sanitarie e ambientali, al fine di gestire procedure e controlli finalizzati prioritariamente alla valutazione e alla prevenzione, oltre che alla repressione, delle patologie ambiente-correlate.
Nell'ambito di una rinnovata politica europea e nazionale che integri la salute in tutte le attività programmatorie e gestionali di tutela dell'ambiente e di sviluppo economico e sociale, è indispensabile affermare::
– Il diritto all'informazione e alla salute: il primo passo per affermare il diritto alla salute è il diritto delle popolazioni a essere informate correttamente, ovvero sulla base delle evidenze scientifiche.
– l'alleanza tra salute e lavoro: ovvero di due diritti democratici sanciti dalla Costituzione Repubblicana.
– l'autonomia e l'indipendenza della professione medica da qualsiasi condizionamento che non sia la tutela della
salute della persona.
In definitiva l'obiettivo è quello di impegnare tutta la professione medica , in qualsiasi sede essa operi, a dare il miglior contributo alla conoscenza scientifica, alla governance sostenibile e alla coesione sociale generale e locale, nella prospettiva della tutela della salute individuale e collettiva negli ambienti di vita e di lavoro

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