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RUVO DI PUGLIA : LE DANZATRICIEN PLEIN AIR 2026

mercoledì 17 giugno 2026
RUVO DI PUGLIA : LE DANZATRICIEN PLEIN AIR 2026Dopo il successo delle prime due giornate e, in particolare, dell'apertura con la compagnia Zappalàdanza2, a Ruvo di Puglia prosegue da mercoledì 17 a venerdì 19 giugno la ricca programmazione della sesta edizionedel Festival Internazionale di Danza Contemporanea LE DANZATRICI en plein air, organizzato e promosso dalla Compagnia Menhir e realizzato con il sostegno di Ministero della Cultura (FNSV 2025-27), della Regione Puglia, del Comune di Ruvo di Puglia e in collaborazione con Puglia Culture. Con la direzione artistica di Giulio De Leo e Erika Guastamacchia, l'edizione 2026 prevede un intero mese di spettacoli con più di 50 appuntamenti, tra cui 12 performance in prima nazionale e 3 anteprime nazionali, un totale di 25 compagnie e più di 100 gli artisti provenienti da tutta Italia e da 6 paesi europei che torneranno ad abitare gli spazi della città.

Sei in tutto (cinque italiane e una olandese) le compagnie protagoniste della seconda settimana di festival, che porterà in scena, tra gli altri spettacoli, anche due anteprime nazionali e due prime nazionali. Sarà proprio la prima nazionale di Blue Journey della compagnia Teatringestazione ad aprire la tre giorni della seconda settimana, mercoledì 17 giugno alle 19 nell'Ex Convento dei Domenicani. Si tratta della restituzione di un percorso di sensibilizzazione e avvicinamento del pubblico realizzato in collaborazione con gli studenti dell'Istituto Comprensivo "Bovio-Cotugno" di Ruvo di Puglia. Blue Journey è una danza che prende spunto dal non fare, dallo stare insieme al di là di ogni stimolo possibile, un insieme di movimenti ispirati alla lentezza, alla confusione, all'indecisione ma anche allo stupore che possono scaturire quando tutti i filtri del mondo odierno spariscono. Cosa resta nel corpo? È un tuffo nel Blue.

A seguire, alle 19.20, sarà la volta di Calma Brama, con i danzatori Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali della compagnia Vidavé. Un lavoro in cui lo spazio si trasforma in un paesaggio immaginario dove dall'inverno si passa alla primavera. Un ciclo di attese, riflessioni ma anche epifanie quello della primavera, abitato da un'atmosfera gentile e giocosa. Una grande mantella bianca di pelliccia racconta di un inverno, faticoso ma passato. Poi un cambiamento climatico interiore trasforma ciò che proteggeva in qualcosa che accoglie. Seduti uno accanto all'altro, i due performer osservano e ascoltano il loro sentire in trasformazione. Euforia e leggerezza si alternano a pause dilatate in cui il tempo sembra fermarsi. Le emozioni mutano con la stessa imprevedibilità della primavera: entusiasmo, stupore, inquietudine, calma. La danza si costruisce come un respiro condiviso, un continuo oscillare tra desiderio e contemplazione, tra impulso e ascolto.

Grande attesa, poi, alle 19.40, per la compagnia Arearea, che porta in scena l'anteprima nazionale di Ouverture, uno spettacolo che rientra nella sezione Giacimenti 2026 – Rete nazionale per l'emersione dei giovani talenti. L'Ouverture non è solo un preludio musicale; è un'esplosione di potenziale, un riassunto emotivo di drammi non ancora consumati. In questo lavoro, quattro corpi abitano lo spazio liminale tra l'attesa e l'azione, trasformando le strutture sinfoniche di Rossini, Verdi e Wagner in un'architettura di corpi in costante tensione che reagiscono alla forza d'urto del suono. Overture è una ricerca sulla soglia, è un viaggio dove la danza contemporanea non "illustra" la musica classica, ma la sfida, la seziona e la abita, dimostrando che quei suoni secolari vibrano ancora di una modernità feroce.

La seconda giornata, giovedì 18 giugno, propone uno spettacolo in matinée: appuntamento alle 10 nella Sala Carrante della scuola Bovio di Ruvo di Puglia per l'anteprima nazionale di Coraggio. La sfortuna non esiste (work in progress), ancora una volta della compagnia Vidavé. Un dialogo autobiografico tra individui e riflesso di sé, un duetto che muove due personalità che a volte diventano ego e suo alter ego, in uno spazio fatto di ombre e di luce. Il corpo è terreno di scontro e riconciliazione per i due, che attraversano ombelichi psicologici e nodi interiori da cui emergono le loro fragilità. Nello specchio di un processo di individuazione in cui identità e alterità si cercano, i due protagonisti narrano il loro viaggio di coppia nella mente umana, alla ricerca del coraggio per affrontare la vita stessa. Il destino si insinua come un'entità ambigua, a volte diventando parte di loro, a volte come una figura esterna, manipolatrice e sempre attenta. Chi decide però se il destino è fortunato o sfortunato?

Quattro appuntamenti, invece, per la serata di venerdì 19 giugno, che si apre alle 19 nell'Ex Convento dei Domenicani con la performance With or Without della compagnia Menhir. Un progetto coreografico del direttore artistico della compagnia e del festival, Giulio De Leo, interpretato da Erika Guastamacchia, anch'essa direttrice artistica del festival dallo scorso anno. Si tratta, anche in questo caso, della restituzione di un percorso continuativo di sensibilizzazione e avvicinamento alla danza realizzato in collaborazione con I.I.S.S. "Federico II Stupor Mundi" di Corato. Corpi empatici, pronti ad incontrarsi e stringersi fra loro, costruiscono paesaggi in continua evoluzione e disegnano architetture corporee mutevoli e permeabili. In ogni stretta, la risonanza del piccolo viaggio appena concluso e l'impulso ad un nuovo attraversamento, ad un nuovo slancio. Un continuo alternarsi di contatto e distanza, pieno e vuoto, con e senza. Un "con e senza" che ha come complemento necessario l'alterità.

Seguiranno, alle 19.10 e alle 19.30, due repliche dello spettacolo À la recherche_Tabula Goldberg_primo passo della compagnia di Adriana Borriello ABCDaRe. Dopo 40 anni dalla nascita della sua compagnia in Francia, Adriana Borriello avvia un nuovo capitolo della sua ricerca artistica dedicato al riuso creativo di materiali estratti dal proprio repertorio. Si tratta di un Tabularum coreografico, dove ogni nuova traiettoria costituisce una tabula che, muovendo da tracce, partiture coreutiche e studi elaborati per spettacoli passati, dà vita a nuovi cammini che si generano nell'incontro con nuove incorporazioni e nuove domande. I reperti di archivio vengono così riesumati e trattati come materia viva, esplorandone le potenzialità di rigenerazione e trasformazione, alla luce del prisma temporale in continua metamorfosi che siamo. Questa prima tabula nasce da Duo Goldberg (2018) assolo creato e danzato dalla Borriello sulle Variazioni di J.S. Bach.

La seconda settimana di programmazione si conclude, infine, alle 20, con i danzatori della compagnia olandese Corpo Maquina Society per la prima nazionale di Dare!. Si tratta di una coproduzione internazionale Le Danzatrici en plein air 2026, realizzata in collaborazione con Ambasciata e Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia e con la coreografia di Guilherme Miotto. DARE! è uno scambio artistico tra Corpo Máquina Society e il festival. Lo scambio all'interno di DARE! permette a un'opera già esistente di riaprirsi e trasformarsi attraverso il contributo di nuovi partecipanti, dei luoghi abitati e del festival stesso. Per questa edizione, Fábrica, una performance di Corpo Máquina Society, assume una nuova forma. L'opera viene sviluppata in collaborazione con due percussioniste di Human Ensemble – collettivo musicale con base a Ruvo di Puglia – coinvolte attivamente nel processo creativo e partecipi della costruzione ritmica della performance. In Fábrica, il coreografo Guilherme Miotto trasforma il teatro in uno spazio di lavoro fatto di ritmo e movimento. Lasciatevi trasportare in questa fabbrica colma di rituali, dove i suoni prendono forma e i corpi rispondono al ritmo del lavoro.

IL FESTIVAL

Divenuto ormai evento ricorrente dell'estate ruvese e caposaldo della programmazione artistico-culturale dell'intera regione Puglia, LE DANZATRICI en plein air si propone ancora una volta di rappresentare una chiamata a raccolta della comunità intorno all'antico fuoco dell'arte e della danza attraverso spettacoli, performance, laboratori ed eventi collaterali, affinché nel corpo si torni a riconoscere uno strumento inalienabile di identità, educazione, coesione e rinascita. Il tutto a partire dal celebre affresco tombale "Le danzatrici di Ruvo di Puglia", opera rinvenuta nella cittadina pugliese nel 1833 e conservata oggi nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La suggestione che ha ispirato l'intitolazione del festival è quella di riportare in vita le protagoniste dell'affresco, permettendo loro di danzare libere negli spazi urbani e di ricongiungere così attraverso la danza passato, presente e futuro. A partire da questa suggestione, il festival intende aprire una riflessione sul tema dell'archeologia della danza: una vera e propria indagine antropologica sull'origine del gesto, sulle stratificazioni e sedimentazioni di memorie, retaggi culturali ed esperienze personali e collettive che lo modellano.

La dicitura en plein air non indica soltanto la mera collocazione delle performance o di altre attività della rassegna in spazi non convenzionali all'aperto, ma insiste sulla dimensione di apertura al territorio e di dialogo con le comunità, le architetture, gli spazi pubblici e la luce naturale. L'intento è quello di portare la danza nella città e negli spazi dei musei, per creare cortocircuiti sociali e culturali, innovare la fruizione culturale del territorio, intercettare fasce di pubblico sempre nuove e attrarre nuovi flussi legati al turismo culturale e consapevole. E dunque, ad ospitare il Festival gli spazi dell'ex Convento dei Domenicani di Ruvo di Puglia,la sala conferenze del Museo del libro, gli spazi esterni e il grottone del Museo Archeologico Nazionale Jatta, corsi piazze e angoli del nucleo antico della città.

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