SONDAGGIO “DALLA PARTE DEL CONSUMATORE” E SALDI ESTIVI 2026
domenica 5 luglio 2026
Avv. Emilio Graziuso “Dai dati raccolti emerge che per molti giovani andare in giro per negozi nel periodo dei saldi è una occasione di incontro, confronto, socialità e divertimento”Il 4 luglio, data di inizio dei saldi estivi 2026, è ormai alle porte.
Per l’occasione l’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” non solo ha redatto un vademecum per gli acquisti, contenente 11 consigli pratici per i consumatori, ma ha condotto un sondaggio tra 1215 consumatori appartenenti a varie regioni d’Italia quali l’Abruzzo, l’Emilia Romagna, il Lazio, la Lombardia, le Marche, il Molise, il Piemonte e la Puglia.
Oltre che per l’area geografica di riferimento, il campione di 1215 consumatori è variegato anche sotto il profilo del genere, dell’età, dell’attività svolta e del budget destinato agli acquisti nel periodo dei saldi.
A fronte di tale eterogeneità dei consumatori coinvolti per quanto concerne i dati emersi si riscontra una distinzione tra fasce di età differenti (sostanzialmente il campione è stato diviso in consumatori tra i 15 ed i 25 anni ed i consumatori dai 25 anni in poi) ma nell’ambito di queste ultime una sostanziale omogeneità.
Il primo dato emerso dal sondaggio “Dalla Parte del Consumatore” è in contro tendenza con le notizie apparse negli ultimi dieci giorni secondo le quali il periodo dei saldi ha perso attrattività rispetto al passato a causa del commercio elettronico, delle promozioni spesso proposte on line, offerte sui social ed i “presaldi”.
Dal sondaggio “Dalla Parte del Consumatore” è emersa, invece, molta attesa da parte dei consumatori per il periodo dei saldi.
“Quasi l’unanimità dei 1215 consumatori coinvolti nel sondaggio – afferma l’avv. Emilio Graziuso, Presidente dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” –hanno dichiarato di attendere il periodo dei saldi per acquistare capi.
Alcuni perché hanno già individuato un capo di loro interesse nei mesi scorsi ma che non lo hanno acquistato confidando nel ribasso dei prezzi, altri, invece, perché data l’impennata del costo della vita, sono stati costretti a rinviare l’acquisto di capi di abbigliamento al periodo dei saldi, per avere un maggiore potere di acquisto. In entrambi i casi, comunque, c’è molta attesa per il periodo dei saldi”.
Dal sondaggio, inoltre, è emerso che la minoranza degli intervistati che non attende in modo particolare il periodo dei saldi - in quanto molto spesso acquista on line o tramite social, beneficiando di offerte e sconti anche in periodi diversi – è composta prevalentemente da ragazzi appartenenti alla fascia d’età 15 – 25 anni.
Tornando ora alla maggioranza che attende il 4 luglio per dare il via allo shopping dai dati rilevati dall’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” è emerso che:
1)nei ragazzi/e (fascia di età 15 – 25 anni), con prevalenza di ragazze, c'è molta attesa ed entusiasmo.
Essi, infatti, stanno attendendo tale periodo per fare acquisti e togliersi qualche sfizio in più (sia per quanto concerne il numero di capi da acquistare sia il prezzo degli stessi) rispetto ai mesi scorsi.
2)tra le ragazze l’attesa non è dettata solo dalla “caccia all’acquisto” ma dal fatto che lo shopping costituisce per esse un momento di incontro, confronto, socialità e divertimento.
“Questo è un dato inaspettato e particolarmente importante che è emerso nel nostro sondaggio – afferma l’avv. Emilio Graziuso – Lo shopping nel periodo dei saldi non è inteso dai giovani solo come un momento dedicato all’acquisto. Esso è vissuto come un vero e proprio rito sociale essendo occasione per recarsi nei negozi in compagnia di amici ed amiche, incontrare coetanei anche essi in gruppo, parlare, confrontare i capi di abbigliamento acquistati ed, in molti casi, proseguire tutti insieme”
3)diversa l’attesa per quanto riguarda gli adulti.
Per questi ultimi, l’entusiasmo che abbiamo rilevato tra i giovani lascia il posto alla consapevolezza della crisi economica e del crollo del potere di acquisto dei singoli consumatori e delle famiglie.
Per tale fascia d’età, quindi, e, quindi, i saldi non costituiscono una occasione di leggerezza e di distrazione dagli impegni quotidiani ma il momento per fare gli acquisti necessari che si sono procrastinati a causa del costo della vita sempre più alto.
Il sondaggio è stato condotto tra 1215 consumatori nelle seguenti regioni:
1)Abruzzo Molise (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 239)
2)Emilia Romagna (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 255)
3)Lazio (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 97)
4)Lombardia (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 173)
5)Marche (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 56)
6)Piemonte (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 120)
7)Puglia (numero di consumatori coinvolti nel sondaggio: 275)
VADEMECUM 2026 “DALLA PARTE DEL CONSUMATORE”
1)Fare attenzione ai saldi superiori al 50%: potrebbero nascondere bufale, come ad esempio la vendita di merce dell’anno precedente (che ovviamente potrebbe essere ugualmente un buon affare purché il negoziante informi il cliente).
Le svendite, infatti, devono essere realmente di fine stagione e non deve riguardare tutti i beni depositati presso il commerciante.
Fare attenzione, quindi, a quelle attività che avevano gli scaffali semi vuoti prima dei saldi e che si sono riempiti con il partire degli sconti.
2)la merce in saldo deve essere tenuta separata nettamente da quella venduta a prezzo pieno;
3)è obbligatorio esporre sul cartellino il vecchio prezzo, la percentuale di sconto ed il prezzo scontato nonché il prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni precedenti;
4)diffidare dai capi di abbigliamento che possono essere solo visionati e non provati. È vero che è rimesso alla discrezionalità del negoziante il far provare o meno i capi di abbigliamento ma il negare tale possibilità è bene che costituisca un campanello di allarme per il consumatore;
5)i negozianti sono obbligati ad accettare il pagamento con carte di credito anche con i saldi. In caso di rifiuto non comprate e segnalate il caso per iscritto alla società Servizi Interbancari e a un’associazione di consumatori;
6)conservare lo scontrino, perché costituisce prova di acquisto che obbliga il negoziante a sostituire e/o riparare la merce difettosa o ‘non conforme’, anche in presenza di cartelli con la dicitura che i capi in svendita non si possono cambiare.
Non è vero, infatti, che i capi in svendita non si possono cambiare (in caso di difetto e non conformità).
Se non è possibile effettuare il cambio perché, ad esempio, non vi è più la disponibilità del prodotto si ha diritto alla restituzione del denaro corrisposto.
7)la garanzia per vizi occulti e per assenza di qualità promessa è dovuta dal venditore anche nelle vendite a saldo ed è di due anni dalla vendita secondo il Codice del Consumo;
8) Fare attenzione all’ ‘effetto sforamento’: spesso, infatti, spendiamo più di quanto crediamo di stare risparmiando. Utile sarebbe fare una lista degli acquisti in anticipo, e tenerla sempre sott’occhio nel fare compere;
9)valutare bene l’acquisto. È una buona regola quella, nei giorni precedenti i saldi, valutare le proposte di più negozi, annotando il prezzo.
Si può così porre in essere un acquisto “a colpo sicuro” ed evitare giri e file alla partenza dei saldi;
10)anche acquistare nel periodo dei saldi in negozi di fiducia o acquistare beni dei quali si conosce già il prezzo e la qualità è una buona prassi;
11)confrontare i prezzi dei vari esercizi anche durante il periodo dei saldi;
Per essere sempre aggiornati sui diritti dei consumatori e sulle iniziative dell’Associazione Nazionale “Dalla Parte del Consumatore” consultare il sito www.dallapartedelconsumatore.com o iscriversi, gratuitamente, al canale whatsapp https://whatsapp.com/channel/0029Vb7QBxp0VycGdJwP1I3V
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